SOLO UN’INFORMAZIONE AVEVO CHIESTO di Biagio RICCIO

AVVOCATO NOVITÀ?
E’ il mantra ripetitivo ed ossessionante che i poveri avvocati ascoltano al rientro dalle vacanze. Ma si tratta di un’affermazione tautologica e di un’ovvietà disarmante. Quale può essere la novità se è in corso il periodo feriale?  No, gli avvocati non devono riposarsi, ma scrivere, badare alle scadenze, rileggere gli atti, controllare la maledetta PEC, aggiornarsi continuamente. Queste domande insignificanti vengono poste dagli stessi clienti che l’hanno formulate alla fine di luglio. Non suscita nervosismo il quesito, ma ilarità.  Viene in mente l’elegante dileggio di Renzo Arbore, perché ciò  che è ovvio  è banale, inutile, insulso: “ è meglio vivere con due pensioni anziché con una; come è bello avere una moglie ed un’amante che non litigano mai e non ti rompono i maroni”. La mia risposta è la medesima non urticante, ma di una calma olimpica. “Novità, ci sono eccome: ho letto tanto, scritto di letteratura, beatamente mi sono tuffato in acque limpide, ho fatto all’amore e recitato poesie e cantato di notte al chiar di luna, frequentato bettole e trattorie”. Seccato il cliente e convito di una mia soggezione non purtroppo riscontrata, in luogo della quale è sovvenuta un’ironia sarcastica e mordace, replica con fastidio crescente e ben intuibile nel tono irritato della voce: “ no, veramente pensavo che ci fossero delle novità, perchè è decorso più di un mese e non ho saputo  più niente”: Con insistenza aumenta la dose del suo sconfinato disagio: “ solo un’informazione avevo chiesto”. A questo punto viene fuori la mia alterigia e supponenza intellettuale: “veda signore carissimo, io sono abituato alla vecchia scuola. Durante l’estate, la magica estate, lascio volare il mio spirito in compagnia di Atena. Con l’ausilio di Hermes che mi presta i suoi sandali alati me ne vado a danzare tra le stelle di Nietzsche e con Cupido cerco l’amore nel giardino di Venere; lo faccia anche Lei”. Così guarda caso rispondeva Alfredo De Marsico-artista della parola che ha attraversato l’ intero secolo scorso lavorando con un ritmo impressionante nelle aule di giustizia, nelle università, nei circoli di cultura storica e letteraria, spaziando nelle celebrazioni da Tacito a Orazio e a Dante oltre che nella ricerca giuridica-ai suoi clienti scocciatori. L’amarezza sale e lo sconcerto è penetrante ed inquietante : siamo in troppi e non ci facciamo rispettare; gli è che l’avvocato oggi non deve essere  solo preparato, ma compassionevole con i clienti, ai quali ipocritamente non deve offrire soluzioni, ma tempo per ascoltarli, con la cura dello psichiatra. Soluzione di lestofanti e sciacquette che vendono competenza scaricata da internet. E se ricordi, di converso e giustamente ,che è stato reso un irrisorio acconto, o una misera parcella la telefonata diventa insopportabile.
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Redazione

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