RUBRICA: L’ESPERTO RISPONDE

QUESITO:

Spett.le  AlMablog Iura Vi chiedo un consiglio su una vicenda che vede interessata in prima persona. 

Il mio legale, designato da una società con cui ho sottoscritto un contratto per il servizio di assistenza legale, ha recentemente riscosso delle somme a me dovute a titolo di risarcimento danni, agendo sulla base di una regolare procura ad litem. Il contratto di assitenza legale intercorso con il sottoscritto e la società, prevede un compenso in caso di esito favorevole del giudizio. All’esito del giudizio favorevole, il mio avvocato sostiene di dover trasferire l’intero importo delle somme liquidate alla suddetta società, sostenendo che esista una scrittura privata tra me e la società in questione, nella quale io avrei conferito facoltà alla stessa di provvedere all’incasso delle somme e di trattenere il proprio corrispettivo. Vorrei sapere se il mio legale possa effettivamente prendere tale decisione senza il mio consenso. Inoltre, mi chiedo se sia lecito che il mio legale agisca in favore degli interessi della società anziché dei miei. Ritengo, semmai se riconoscessi il credito,  dover  essere io a pagare la società e non lui.

RISPOSTA: 

Gentile Signore,

La situazione che descrive  rileva sotto due profili. Il primo profilo è quello che afferisce  il rapporto tra cliente e avvocato.  L’avvocato ha il dovere di agire nell’ interesse esclusivo del suo assistito e, mantenere un rapporto basato sulla fiducia. Qualsiasi iniziativa da parte dell’avvocato, che non rientri  “strico sensu” nell’attività difensiva, deve essere  concordata con il cliente, a meno che non sia stata conferita apposita delega  ad agire in un determinato modo. La “Procura ad Litem” conferisce all’avvocato il potere di rappresentare il cliente in giudizio e se,  nella procura è inclusa una delega per l’incasso di somme,  queste un volta incassate devono essere consegnate direttamente al cliente. Un eventuale contratto intercorrente  tra il cliente e terzi non rileva nei rapporti tra cliente e avvocato. Il secondo profilo, riguarda aspetti disciplinari. Se l’avvocato agisce in conflitto di interesse o privilegia gli interessi di terzi rispetto a quelli del cliente, potrebbe essere soggetto a sanzioni disciplinari. In ogni caso suggeriamo di richiedere al suo avvocato una spiegazione e, nulla le impedisce di  consultare un altro legale per una seconda opinione e per valutare le opzioni a sua disposizione.

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QUESITO: Desidererei che mi venisse inviato un fac-simile di lettera proposta da un avvocato a difesa dei diritti istituzionali di un medico chirurgo ginecologo escluso dai turni di sala operatoria, demansionato e sottovalutato per le proprie capacità chirurgiche, affinchè possa redigerla a mia sottoscrizione ed inviarla alle sedi di competenza.
Cordialmente.
Eugenio Esposito

RISPOSTA:

Oggetto: Demansionamento

Spett.le. __________________

Scrivo questa nota per portare alla vostra cortese attenzione la situazione che si è venuta a creare alla all’interno dell’azienda per quanto concerne il trattamento a me riservato nella gestione dei turni in sala operatoria .
Fino ad oggi nel ruolo di ………………, ho dimostrato la mia capacità di assolvere alle funzioni e ai compiti assegnati con precisione, accuratezza e determinazione.
In data ……, senza che mi fosse fornita alcuna spiegazione o giustificazione adeguata, mi è stata comunicata l’assegnazione a nuovi compiti: ……………………. (specificare le nuove mansioni o la nuova posizione).
Considero la decisione un demansionamento ingiusto nei miei confronti.
Chiedo, quindi, che questa decisione venga riesaminata in modo tempestivo e imparziale. Mi rendo disponibile a qualsiasi confronto si rendesse necessario per affrontare e risolvere questa situazione in modo adeguato.
Distinti Saluti