PAOLO FEDELE UN GRANDE MARINAIO DELLA GUARDIA COSTIERA

PAOLO FEDELE, UN GRANDE MARINAIO E COMANDANTE DI MOTOVEDETTA DELLA GUARDIA COSTIERA! Calabrese di  Vibo Valentia ,  padre di 4 figli,  passa la sua vita a bordo delle motovedette del corpo sempre pronto a portare aiuto e soccorso a chi è un difficoltà. Inizia la sua avventura nelle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera –  presso la Scuola Sottufficiali di La Maddalena dove frequenta il  corso di formazione, al termine  del quale viene destinato presso la Capitaneria di Porto di Palermo.  Già da subito si pone all’attenzione dei media, per aver tratto in salvo diversi bagnanti in difficoltà nel mare di Cefalù, mettendo in evidenza una eccezionale perizia marinaresca, con cosciente e responsabile sprezzo del pericolo,  pur di trarre in salvo i bagnanti.  Fedele è un marinaio con un elevato senso del dovere e con un grande spirito di umana solidarietà, quella solidarietà che gli permette di affrontare ogni giorno il rischio di perdere la sua vita pur di salvare quella degli altri, così come fanno tutti gli altri uomini e donne della Guardia Costiera e, così come ha fatto il povero Aurelio!   Successivamente, viene trasferito nella difficile realtà di Reggio Calabria, dove si fa apprezzare per il suo consueto amore per il lavoro che svolge e si rende partecipe di numerose attività di polizia giudiziaria in un teatro operativo caldo e delicato. In questo periodo partecipa alla missione internazionale Alba. La Missione Alba fu un intervento armato multinazionale svoltosi in Albania, promosso dall’Italia ed autorizzato tanto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite quanto dall’OSCE, soprattutto per frenare il flusso migratorio che dalle coste albanesi si dirigeva verso quelle della Puglia e minacciava di raggiungere dimensioni allarmanti. Diviene successivamente Comandante di Unità Navale nella sede di Vibo Valentia. Artefice di innumerevoli attività di salvataggio e di operazioni volte all’affermazione della legalità in mare e sul demanio marittimo. Il suo operato trova   risalto nell’opinione pubblica e per esso gli vengono tributati importanti riconoscimenti Civili e Militari. In occasione dell’alluvione del Luglio 2006, unitamente ad un altro militare della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, tra un fiume di fango e detriti, trae in salvo alcune persone di un villaggio turistico rimasto isolato. Per tale evento calamitoso, il Ministero  dell’Interno gli riconosceva una Pubblica Benemerenza al Merito Civile, chiaro esempio di virtù civiche, spirito di servizio e non comune senso del dovere. A cio’ si aggiunge che la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, nel 2008 gli concede l’Attestato di Pubblica Benemerenza, a testimonianza dell’opera e dell’impegno svolto prestati nello  svolgimento di attività di Protezione Civile, nella fattispecie nell’evento Emergenza Stromboli. Il 2 Giugno 2010 il Comandante Fedele veniva insignito dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica, con la seguente motivazione “Per aver fatto del suo lavoro uno stile di vita e un riferimento per i suoi uomini e colleghi”. Titolo conferito in  giovanissima età.  Il 18 Giugno 2015, il Comandante Fedele si è reso arteficie del salvataggio di un testimone di giustizia che stava tentando il suicidio gettandosi da un viadotto. Il repentino intervento del militare che passava da quelle parti, ha scongiurato la morte del testimone, che veniva dissuaso ed accompagnato al sicuro. Grande risonanza mediatica ha avuto questo intervento. Nei primi mesi del  2017, il Comandante Fedele e l’equipaggio della sua motovedetta CP 265,  venivano impiegati per 2 mesi nel Canale di Sicilia, allo scopo di fronteggiare il consistente flusso migratorio proveniente dalle coste libiche.  L’unità navale al Comando del Fedele, diveniva protagonista di diversi salvataggi di migranti,  impegno operativo che non passava inosservato  al Comando Generale che tributava il giusto riconoscimento. Inoltre, l’impegno di una motovedetta calabrese, trovava ampia visibilità nei media e nei Organi di Governo. Difatti, dapprima il Comune di Vibo Valentia, in una cerimonia solenne riconosceva una gratificazione a tutto l’equipaggio, per la meritoria opera svolta. Di seguito anche il Consiglio Regionale della   Calabria ha tributato alla Motovedetta del Comandante Fedele,  un encomio approvato all’unanimità da tutti i consiglieri,  per gli sforzi compiuti nell’ambito delle missioni di salvataggio che hanno visto gli uomini della motovedetta vibonese impegnati nel Canale di Sicilia. «Sono gli eroi del mare e gli eroi di tutta la Calabria – dichiarava nell’occasione il Presidente del Consiglio Regionale On. Nicola Irto.   Grazie all’enorme professionalità di questo equipaggio calabrese sono state salvate centinaia di vite e il consiglio regionale non poteva restare in silenzio dinnanzi a queste gesta eroiche». Nel giugno del 2015, il Comandante Fedele libero dal servizio si rendeva artefice del salvataggio di un testimone di giustizia, che aveva deciso di suicidarsi, gettandosi da un ponte. L’immediato intervento del militare, evitava la tragica circostanza. Un episodio che trovava ampio risalto sui media  e permetteva che si focalizzasse l’attenzione da parte degli Organi dello Stato sulle cause che avevano indotto lo sventurato a compiere un gesto estremo. L’attività del Comandante Fedele e della motovedetta CP 265,  proseguiva con l’impiego nel G7 di Taormina nel Maggio 2017.  All’evento veniva dato il proprio rilevante contributo all’attività di Polizia marittima, controllo del traffico e sicurezza della navigazione in seno al dispositivo della Prefettura di Messina, con il consequenziale plauso degli Organi intervenuti. Il 5 Agosto 2017 gli veniva conferito   al santuario di S. Maria della neve di Zungri, il premio mariano “Nel nome di Maria”, riconoscimento  della Comunità parrocchiale di Zungri, guidata dal sacerdote don Giuseppe La Rosa, per le attività di soccorso svolte dal suo equipaggio nel Canale di Sicilia. Nel 2018 per due mesi e mezzo, il Comandante Fedele con la Motovedetta CP 265  è stato impiegato  nel  mar Egeo nordorientale e precisamente presso l’isola di Lesbo (al confine con la Turchia) per prendere parte alle attività di ricerca e soccorso della vita umana in mare connesse al flusso migratorio che dalle coste turche; la missione   si inserisce nell’operazione Poseidon 2018 disposta e finanziata da Frontex, l’Agenzia europea per il coordinamento e il pattugliamento delle frontiere, in risposta alla richiesta avanzata dal Governo greco di potenziare la sorveglianza delle proprie frontiere nel mar Egeo e agevolare le pratiche di identificazione e registrazione dei migranti. La motovedetta del Comandante Fedele nel corso dei due mesi di attività ha prestato soccorso a circa 426 migranti, effettuando 38 missioni e percorrendo circa 7.000 miglia. Il 2 Maggio 2018 nel corso di una cerimonia svoltasi presso il Porto del Pireo, l’equipaggio della motovedetta CP 265 ha ricevuto un riconoscimento da parte dell’International Propeller Club Port of Piraeus per l’esemplare impegno per la salvaguardia della vita umana in mare nel mar Egeo in collaborazione con la Guardia Costiere ellenica nell’ambito dell’operazione Frontex “Poseidon 2018”. Alla cerimonia internazionale,  cui ha partecipato il Direttore marittimo della Calabria e Basilicata tirrenica Contrammiraglio Giancarlo RUSSO in rappresentanza del Comando Generale delle Capitanerie di porto, ha visto la presenza dei vertici della Guardia costiera ellenica, del Ministro degli Affari Marittimi e della Politica Insulare greca Panagiotis Kouroumblis, dell’ambasciatore italiano in Grecia dr. Efisio Luigi MARRAS e del Console onorario al Pireo dr. Mauro RENALDI. Prima dell’evento, il Ministro Kouroumblis, ha incontrato nel proprio ufficio il Contrammiraglio RUSSO unitamente al all’ambasciatore italiano in Grecia MARRAS, al Comandante della Guardia costiera ellenica Vice Admiral Stamatios Raptis e dall’addetto per la difesa presso l’Ambasciata Italiana Colonnello Enrico Frasson . Nell’occasione il Ministro greco ha espresso parole di gratitudine per l’operato della Guardia costiera italiana e sono stati ribaditi gli eccellenti rapporti di collaborazione reciproca tra Guardia Costiera italiana ed ellenica. Parole di vivo apprezzamento sono poi state spese dal all’Ambasciatore italiano in Grecia MARRAS, il quale ha sottolineato l’importanza dello sforzo istituzionale messo in atto al fine di garantire la collaborazione tra le nazioni, e dal Comandante Generale della Guardia Costiera Greca Vice Admiral Stamatios Raptis il quale, compiaciuto per la collaborazione, ha rimarcato l’importanza a livello internazionale dell’operato della Guardia Costiera italiana nel campo dell’immigrazione. Nel corso della solenne cerimonia svoltasi sulla banchina antistante il Comando Generale della Guardia Costiera ellenica, il Presidente dell’International Propeller Club Port of Piraeus George C. Xiradakis ha consegnato il riconoscimento al Comandante della CP 265  Paolo Fedele ed a tutti i membri dell’equipaggio Quest’ultimo riconoscimento internazionale ha acclarato la grande valenza del Comandante Fedele, che  in scenari operativi internazionali ha dimostrato la sua grande professionalità ed umanità e si aggiunge agli innumerevoli attestati conferiti durante la sua magistrale carriera. Vieppiù durante la sua carriera ha ottenuto diverse Onorificienze da parte della Croce Rossa, Onu, Ordine Costantiniano  per il suo impagabile impegno e dedizione per l’Italia. Con decreto del 10 Dicembre 2018 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito al Comandante Fedele la Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare, ad attestazione del lungo e meritevole servizio nelle forze Armate. Nell’estate 2019 il Comandante Fedele è stato attore principale con l’unità navale da lui comandata, durante l’Emergenza Stromboli, a seguito del pericoloso fenomeno eruttivo del vulcano delle Eolie, contribuendo con l’operosità del suo equipaggio a fronteggiare l’emergenza Nazionale di Protezione Civile. Nell’Agosto 2020 gli è stato assegnato il premio  Muricello, importante riconoscimento regionale,  con la seguente motivazione: «Legato indissolubilmente alla divisa della Guardia Costiera, che considera una seconda pelle, il comandante Paolo Fedele, si è distinto, nel corso della carriera, per l’efficacia della sua azione nelle operazioni giudiziarie e per il profondo senso di umanità ed attaccamento al dovere nell’attività di salvataggio delle vite umane in mare: un uomo, un vibonese simbolo, che ha fatto del suo lavoro una fede segnalandosi per abnegazione e sacrificio». Protagonista di numerose missioni sia nazionali ed internazionali, eroe silenzioso, come tanti altri suoi colleghi della Guardia Costiera. Un uomo, un calabrese  simbolo, che ha fatto del suo lavoro una fede segnalandosi per abnegazione e sacrificio, e che entra a pieno titolo nel novero dei figli più illustri della regione.

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Redazione

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