MOTIVO PER CUI IL CONTRIBUENTE AVEVA RAGIONE (RICORSI CONTRO CARTELLE)

Ricorsi contro cartelle – alcuni “principi” e regole di diritto esattoriale, dedotti dalle ultimissime pronunce (scaricabili in forma integrale), ottenute dagli avvocati dello Studio Legale Kòsa Musacchio (Team Click Avvocato).

1. Sentenza n. 766/2020 – pubbl. il 27.1.2020 (RG. n. 44105/2020) del Giudice di Pace di Milano – Causa di opposizione a intimazione di pagamento. Il Giudice di Pace di Milano annullava le impugnate cartelle di pagamento e la pedissequa intimazione di pagamento. Il citato Giudice dichiarava ammissibile l’azione proposta, in quanto, come precisato dalla Cassazione n. 3751/2016“l’opposizione alla cartella esattoriale va qualificata quale opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. poiché si contesta l’esistenza stessa del titolo esecutivo. Tale azione perciò non soggiace ad alcuna decadenza”.  2. Sentenza n. 1722/2018 – pubbl. il 20/06/2018 (RG n. 2036/2018) del Tribunale di Milano – Sezione Lavoro – Causa di opposizione a crediti previdenziali. Il Tribunale di Milano, con la suddetta sentenza, annullava n. 4 cartelle di pagamento, contenenti crediti previdenziali INPS, condannando l’Agenzia delle Entrate Riscossione al pagamento delle spese di giudizio. Il Tribunale precisava che l’eccezione di prescrizione dei crediti previdenziali successiva alla notifica delle cartelle costituisce motivo di opposizione ex art. 615 comma 1 c.p.c., sopravvenuto alla formazione del titolo esecutivo (cioè della cartella di pagamento) e quindi proponibile in qualsiasi momento. 3. Sentenza n. 185/2018 – pubbl. il 26/07/2018 (RG n. 134/2018) del Tribunale di Savona – Sezione Lavoro – Causa di opposizione ad iscrizione ipotecaria. Il Tribunale di Savona dichiarava illegittima l’iscrizione ipotecaria impugnata, nonché nulle n. 11 cartelle sottostanti. Secondo i principi della Cass. SS. UU. n. 23397/16, “la prescrizione in materia previdenziale è un istituto del tutto particolare”, che non permette versamenti, a regolarizzazione di contributi arretrati, successivamente alla prescrizione (art. 55 comma 2 RD n. 1827/35)”. Le somme eventualmente riscosse dopo l’avvenuta prescrizione devono essere, pertanto, assolutamente restituite al contribuente. 4. Sentenza n. 3125/2018 – pubbl. il 10/04/2018 (RG n. 45941/2018) del Giudice di Pace di Milano – Causa di opposizione a ruoli riportanti contravvenzioni al codice della strada. Il Giudice di Pace di Milano accoglieva l’opposizione del contribuente e dichiarava non dovute le somme riportate negli estratti di ruolo impugnati. In caso di notifica del verbale di contravvenzione (o dei successivi atti) a persona diversa dal destinatario (per esempio portiere, vicino di casa, ect…) è necessario l’invio della seconda raccomandata “informativa” ex artt. 139 c.p.c. e 60 lett. b)-bis del DPR 600/73. In mancanza dell’invio (e ricezione) della seconda raccomandata la notifica deve considerarsi nulla. 5. Sentenza n. 4062/2018 – pubbl. il 8/05/2018 (RG n. 47855/2018) del Giudice di Pace di Milano – Causa di opposizione all’ingiunzione di pagamento relativa a delle contravvenzioni al codice della strada. Il Giudice di Pace di Milano accoglieva l’opposizione all’ingiunzione di pagamento, relativa a n. 2 cartelle di pagamento riportanti contravvenzioni al codice della strada, in quanto risultavano prescritti. Il Comune di Milano e l’Agenzia delle Entrate Riscossione dopo la notifica delle cartelle di pagamento nel 2008 e 2009 non notificava (in maniera regolare) alcun atto interruttivo della prescrizione quinquennale di cui all’art. 28 della Legge n. 689/81 e conseguentemente il credito si è estinto per prescrizione. 6. Sentenza n. 1646/2018 – pubbl. il 08/08/2018 (RG n. 12402/2017) del Tribunale di Milano – Sezione Lavoro – Causa di opposizione a crediti previdenziali. Il Tribuanle di Milano dichiarava prescritto il diritto del Fisco a pignorare il contribuente per n. 16 cartelle di pagamento, in quanto “La prescrizione dei contributi previdenziali, nel caso di mancata o tardiva opposizione a cartella esattoriale, rimane quinquennale e non si converte in decennale ai sensi dell’art. 2953 c.c” (Cass. SS. UU. n. 23397). Il Tribunale, in mancanza di tempestivo e regolare compimento di atti interruttivi successivi alla notifica delle cartelle dichiarava prescritto il diritto del Fisco. 7. Sentenza n. 494/2018 – pubbl. il 27/03/2018 (RG n. 3664/2016) del Tribunale di Velletri – Sezione Lavoro – Causa di opposizione a crediti previdenziali. Il Tribunale di Velletri, in parziale accoglimento del ricorso, dichiarava non dovute le somme richieste mediante l’avviso di addebito impugnato, nonché mediante le cartelle opposte. Il Tribunale confermava quanto chiarito dalle Sezioni Unite (Cass. SS. UU. n. 19704/2015) la piena impugnabilità del ruolo e/o della cartella non validamente notificata, dei quali, il contribuente sia venuto a conoscenza tramite l’estratto di ruolo, ribadendo l’interesse del contribuente, anche in questo caso, ad agire, ex art. 100 c.p.c.. 8. Sentenza n. 451/03/2018 pronunciata in data 11.9.2018 e depositata in data 11.12.2018 della Commissione Tributaria Provinciale di Savona – Ricorso avverso iscrizione ipotecaria fiscale. Secondo l’art. 11 comma 2 del D. Lgs. n. 156/2015 “l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (…) e riscossione sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata” (con i propri dipendenti) e non mediante avvocati del libero foro. La Commissione Tributaria di Savona dichiarava gli atti processuali dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, difesa da avvocato esterno, inammissibili / inesistenti e pertanto, in mancanza totale di difesa da parte del Fisco, il ricorso del contribuente veniva accolto. 9. Sentenza n. 709/15/2019 pronunciata in data 15.2.2019 e depositata in data 15.2.2019 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano – Sulle spese legali in caso di rinuncia alla pretesa da parte del Fisco. Il contribuente ha diritto alla liquidazione delle spese legali anche nel caso in cui il Fisco rinuncia alla propria pretesa e cessa la materia del contendere ancora prima dell’iscrizione a ruolo del ricorso. Nel caso in esame il contribuente ha presentato istanza di annullamento in autotutela della cartella impugnata, ma il Fisco non dava alcun riscontro alla stessa. Per tale ragione il contribuente si è visto costretto a notificare ricorso con istanza di mediazione, pertanto, ha diritto alla liquidazione delle spese legali relative al ricorso predisposto. 10. Sentenza n. 2687/2019 – pubbl. il 7/3/2019 (RG n. 55685/2018) del Giudice di Pace di Milano – Causa di opposizione al preavviso di fermo amministrativo e sottostanti contravvenzioni al codice della strada. La note costitutive inviate via e-mail dall’agente per la riscossione non sono state ritenute validamente acquisite al fascicolo, in quanto l’utilizzo del processo telematico non è stato ancora adottato nei processi celebrati avanti il Giudice di Pace. Mentre gli atti trasmessi via PEC, senza la sottoscrizione digitale, sono delle semplici copie sprovvisti di valida sottoscrizione e quindi sprovvisti del requisito minimo della certezza della provenienza e per tale ragione risultano nulli. Inoltre, l’agente per la riscossione ometteva di allegare al proprio atto costitutivo la copia della procura notarile in favore dei procuratori costituiti ed in assenza di tale produzione è precluso ogni controllo circa l’effettiva facoltà dei predetti procuratori a rappresentare in giudizio l’agente per la riscossione. Anche per questa ulteriore ragione la costituzione dell’agente risulta nulla.

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Redazione

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