COSA FARE IN CASO DI VIOLENZA DOMESTICA? di Kaoutar BADRANE

La violenza domestica può manifestarsi in vari modi e forme, per questo motivo è bene comprendere che non esiste solo quella fisica, ma che si può essere vittime spesso inconsapevoli, anche di parole o di situazioni che precludono di vivere liberamente.  La violenza psicologica, fisica ed economica: La violenza domestica può avere natura psicologica, soprattutto verbale, nella quale la persona viene intimidita, svilita, minacciata, isolata e controllata. I modi di reagire possono essere differenti, talvolta la vittima è talmente terrorizzata e oppressa da finire con l’autocensurarsi e con l’evitare lo scontro diretto: questo spesso significa che la donna si sottomette ancora prima di subire le richieste del suo carnefice. In questa situazione, una donna vivrà perennemente in ansia, perché l’uomo troverà sempre nuove scuse per aggredire verbalmente. La violenza fisica e sessuale presuppone anche l’esistenza di quella psicologica, poiché il partner farà leva sui sensi di colpa della vittima, fino al punto che sarà lei stessa a prendersi le responsabilità dell’aggressione, giustificandola. Ogni contatto fisico imposto, a partire dagli schiaffi, ai pugni, allo strangolamento, agli stupri, al dolore sessuale di ogni tipo, fino all’esposizione di rischio a malattie rifiutando l’uso del contraccettivo. La violenza economica è un ricatto che consiste sempre nel far leva sul senso di colpa, quindi con sfondo psicologico e nel privare la donna delle risorse necessarie per essere autonoma e di liberarsi del suo aggressore; anche in questo caso la donna finirà con il legittimare la subordinazione finanziaria all’uomo. Vi sono poi i casi in cui la donna è affetta da dipendenza ed è importante sapere che non sono l’alcool o la droga a rendere violento il coniuge; se un uomo non ha l’indole abusante, non sono le sostanze a renderlo tale e non sarà neppure il comportamento della donna a provocare quelle reazioni: lui è così, a prescindere da tutto ciò che potrà accadergli intorno. In tutti questi casi, è importante che la donna intervenga in tempo e chieda aiuto a chi glielo può offrire, perché sappiamo quali conseguenze possono avere le violenze domestiche.  A chi rivolgersi quando si è vittime di violenza domestica? Una donna non dovrà mai trovare a pensare di essere sola e dovrà trovare il coraggio di allontanarsi dal partner violento, sapendo che verrà protetta grazie alla presenza di centri anti violenza, di associazione per la protezione delle donne e delle forze dell’ordine. Nei miei anni di esperienza come Avvocato ho avuto modo di assistere diverse donne in situazioni di abusi domestici e/o violenza, recentemente il diritto Italiano (e mondiale) si è espresso in maniera molto forte nei confronti delle violenze di genere. Ad esempio con la legge sullo Stalking – che rientra nei cosiddetti ‘Atti Persecutori’ introdotti nel 2009 con la Legge Maroni, tutela tutte quelle persone vittime di una ossessionata possessività da parte del partner, che si manifesta anche con sorveglianze e limitazioni forzate delle libertà personali insieme a minacce e/o violenze anche verbali. In alternativa alle forze dell’ordine, un amico oppure un avvocato ci si può rivolgere al Telefono Rosa, l’organizzazione più nota tra tutte, la quale, oltre ad offrire supporto, ascolto, sostegno psicologico e aiuto nell’elaborare i traumi, dà un valido sostegno di natura legale, suggerendo alle vittime come devono comportarsi per tutelarsi, proteggersi e costituendosi parte civile in eventuali processi. Il Centro Antiviolenza, grazie al numero verde 1522, accoglie i gridi di aiuto lanciati dalle donne vittime di abusi domestici. La vittima verrà messa in contatto con il centro fisico più vicino a lei, in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora. La rete è creata da donne che vogliono offrire il loro aiuto a chi ne ha bisogno. In Italia esiste anche la Casa delle Donne per non subire violenza, una Onlus che oggi conta 160 strutture dislocate nel territorio. Non è da sottovalutare neppure il ricorso alle forze dell’ordine, le quali possono assicurare un intervento immediato e rapido, riuscendo ad evitare situazioni di emergenza, ma non solo. È possibile contattare i carabinieri al numero 112 e la polizia al numero 113, in base a quale caserma sarà più vicina e quindi potrà intervenire in modo più celere. È molto importante che le donne sappiano di non essere sole e che potranno essere aiutate in qualsiasi momento, senza temere di denunciare il proprio aguzzino. (www.studiolegalebadrane.com

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Redazione

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