SMATRIMONIATI di Maria Grazia MASELLA

Il lettore si tranquillizzi: non è, questo, un libro sul matrimonio scritto da una giurista. Ma è molto di più: un libro sul matrimonio, e sulla sua fisiologica fragilità, scritto da una giurista con uno spirito di osservazione umano, che va oltre l’architettura dei codici per regalarci pagine godibili, da una prospettiva alta e interna allo stesso tempo. Come si fa? Con il gusto dell’assurdo e del surreale, reso in maniera intelligente, utilizzando il non plausibile per spiegare. Un paio di secoli fa, Nikolaj Gogol’ ci raccontava di un naso che, non volendo più stare sul volto dell’uomo cui era stato destinato, scappava per le vie di San Pietroburgo. Oggi, Maria Grazia Masella scrive di un matrimonio che, sullo sfondo di una crisi coniugale, non visto né ascoltato, soffre, strepita, non vuole morire, e dunque cerca di frenare la propria agonia in mezzo alle vicissitudini dello sgretolamento della coppia, tra lui e lei che si dividono i mobili, i bambini che piangono e i ricordi d’amore che evaporano. Operazione arguta, quella di umanizzare il matrimonio, che così diventa non più somma di due volontà ma sintesi di due vite, e poi di altre ancora quando ci sono i figli di mezzo. Il matrimonio descritto da Maria Grazia Masella, dunque, è vita ed emotività pura, un meraviglioso incantesimo sociale. E se da avvocato non rinuncia a tracciare un profilo storico e giuridico dell’istituto, da narratrice e osservatrice fa prevalere quello umano. Aspetto utile, in questi tempi dove tutti i lati di svolgimento della vita sono chiusi in piccole prigioni razionali, le cui gabbie sono fatte di norme e numeri intrecciati. Dove un pressoché totalizzante materialismo ha fatto perdere il respiro verso qualcosa di superiore, di volatile e invisibile ma comunque percepibile se lo si va a cogliere. E allora ecco queste pagine che mettono qualche tarlo sulla coscienza. Un libro è riuscito quando riesce a parlare a tutti. Questo volumetto lo fa, raggiungendo qualunque tipo di lettore. Le coppie che sentono traballare il loro matrimonio ne sentiranno la voce, sorprese magari dal fatto che anche lui esiste, oh eccome se esiste. Così le coppie che sognano la cerimonia e quel sì in teoria per la vita verranno a sapere che esisterà, e anche lui necessita di cura, attenzione, e soprattutto rispetto. Come un bambino, guarda un po’. I single capiranno quanto può essere suggestivo e al contempo pericoloso questo moltiplicatore di esistenze. Queste pagine, quindi, diventano un piccolo racconto di cento, mille, milioni di vite vissute. Ognuno saprà poi se farne o meno un prontuario per la coscienza. Perché non c’è alcun moralismo con il dito puntato, ma l’aggancio tra la consapevolezza di quanto in ogni scelta ci sia un bivio: osservare certi valori o calpestarli. Forse nessun momento più del matrimonio  rappresenta l’emblema di questa logica. Alle persone, innamorate o non più, spetta decidere, nella consapevolezza, però, che “lui” le guarda. E chiede di non morire. Pietro De Leo

 

/ 5
Grazie per aver votato!

Redazione

BLOG fondato, curato e diretto da Angelo RUBERTO, Avvocato Penalista di Bologna e Presidente dell’Associazione “Rete Nazionale Forense”. PARTNER: JuraNews https://juranews.it - ©2018-2024 Tutti i Diritti Riservati