ANNULLAMENTO CONTRIBUTI MININI ANNO 2020

LEGGE DI BILANCIO: Un primo ammortizzatore per i 300mila lavoratori autonomi della gestione separata Inps e una sorta di “anno bianco” di esonero dei minimali contributivi per tutte le partite Iva e professionisti, ordinisti e non, più colpiti dalla pandemia. Approvato all’unanimità dalla Commissione Bilancio della Camera l’emendamento alla Legge di Bilancio che crea un FONDO, con un miliardo di euro di dotazione per il 2021, finalizzato all’ESONERO dal pagamento dei CONTRIBUTI PREVIDENZIALI delle partite Iva (autonomi e professionisti, anche quelli iscritti alle CASSE PRIVATE), l’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali alle partite IVA con reddito complessivo non superiore a 50.000 euro nel 2019, e che nel 2020 abbiano subito una riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33%. Il Ministro del Lavoro  e delle Politiche Sociali  e, le forze della maggioranza hanno inserito nella manovra di bilancio delle misure strutturali – art. 5 bis – in favore delle fasce più deboli dei professionisti ordinisti. IL MINISTRO NUNZIA CATALFO :Nella legge di Bilancio ci saranno interventi in favore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti: un ammortizzatore sociale che va nella direzione indicata dalla commissione di esperti da me nominata per arrivare ad una riforma del sistema e lo stanziamento di un miliardo di euro che nel 2021 esonererà in tutto o in parte dal pagamento dei contributi previdenziali i lavoratori autonomi e i professionisti, ordinisti e non, più colpiti dalla pandemia”.

GLI AVVOCATI: ” Non siamo disposti ad essere esecutati, né a doverci sospendere dall’esercizio della professione di avvocato a causa di un evidente sovraindebitamento “ 

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Oggetto: annullamento dei contributi minimi 2020 di Cassa Forense

“Il sottoscritto Avvocato sostiene le istanze avanzate dal Comitato degli Avvocati – CDA – e chiede l’annullamento dei minimi 2020 di Cassa Forense, quale manovra emergenziale che giustifica l’utilizzo di diverse poste in bilancio (costi della Sede, fondo rischi, versamenti dell’integrativo per circa 500mln di euro che non alimentano il montante pensionistico) .

La mancata produzione di reddito che si è registrata in quest’anno di pandemia (120.000 Avvocati hanno richiesto il RUI) è la conseguenza delle difficoltà economiche degli assistiti appartenenti al ceto medio-basso, nonché della sostanziale sospensione dell’attività giudiziaria (a cui vanno aggiunte le sistematiche difficoltà di recupero dei crediti per difese d’ufficio e gratuito patrocinio e le violazioni del dm 55/2014) .

Non siamo, dunque, disposti ad utilizzare il bonus dello Stato, né a dover ricorrere a prestiti con istituti “convenzionati”, per pagare i minimi 2020 di Cassa Forense. E non siamo disposti ad essere esecutati, né a doverci sospendere dall’esercizio della professione di Avvocato, a causa di un evidente sovraindebitamento, che non è in alcun modo imputabile agli Avvocati, in particolare a quelli più vicini alla collettività.

Insistiamo, pertanto, nell’ annullamento in via definitiva dei contributi minimi 2020 per chi non abbia prodotto un reddito sufficiente, dovendo altrimenti resistere nelle esecuzioni promosse dall’ente, per il recupero di crediti di fatto “insoluti”, in violazione del principio di veridicità dei bilanci (Cassazione 11972/2020).

Ad impossibilia nemo tenetur”.

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