LETTERA DEL CAPITANO SUPERIORE DI LUNGO CORSO Cesare FERRANDINO

Lettera del sig. Cesare Ferrandino – Capitano Superiore di Lungo Corso – indirizzata alla Regione e per conoscenza al Sindaco del Comune di Ischia, al Sindaco del Comune di Casamicciola, al Capo del Circondario Marittimo e Comandante del  Porto di Ischia in merito alle  difficoltà di manovra delle navi  in entrata nei porti di Ischia e Casamicciola T., con onde provenienti da W – WNW – ESE., a causa dei bassi fondali in zona. “La sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare dovrebbe essere la priorità delle priorità per ogni nave che entra ed esce dai porti. Purtroppo nei porti di Ischia e Casamicciola T,  si stanno verificando con una certa frequenza preoccupanti situazioni che mettono a rischio la sicurezza della navigazione e la vita umana in mare.  “Lo scrivente, intende  farVi conoscere per ogni Vs. opportuna valutazione, i disagi  e le difficoltà a cui vanno incontro i Comandanti delle navi, durante la manovra di entrata nei su indicati porti, a causa dei bassi fondali e, con onde provenienti da W – WNW – ESE – SE. Come si comporta una nave, dotata di un solo timone,  in acque limitate e con bassi fondali?  Quando una nave si muove in acque limitate e con  bassi fondali, le sue caratteristiche di manovrabilità possono subire sensibili alterazioni rispetto a quelle in acque illimitate. Innanzitutto si verifica un incremento della resistenza al moto con conseguente diminuzione di velocità a parità di numero di giri delle motrici principali. Inoltre si altera la capacità di evoluzione della nave e la capacità della nave di mantenere una rotta rettilinea a causa dell’alterazione del flusso di acqua che circonda la carena. Infine, in rapporto alla velocità che possiede la nave, si possono verificare sensibili variazioni dei pescaggi e dell’assetto, che si riflettono sulla clearance, ossia sul battente d’acqua esistente sotto la chiglia.  In merito, Vi analizzo qui di seguito in modo sintetico  quanto premesso. In acque illimitate il flusso d’acqua che si muove da prora a poppa per colmare il vuoto lasciato dalla nave dietro di sé è tridimensionale; in altre parole i filetti fluidi, che rappresentano i percorsi delle particelle, procedono nello spazio intorno alla carena deviando verso il basso. In acque basse, invece, la vicinanza del fondo impedisce il normale deflusso dell’acqua sotto la chiglia e l’acqua, da proravia, è dislocata in misura maggiore verso i fianchi. Pertanto, il flusso intorno allo scafo diviene piuttosto bidimensionale, con maggiore distribuzione delle linee di flusso nel piano orizzontale. La carena, considerata come un profilo alare, diviene molto più efficiente, in quanto il flusso orizzontale risulta rinforzato, e le forze prodotte su di essa dall’acqua risultano più grandi rispetto alla situazione di acque profonde. Quando un corpo per una causa qualsiasi si inclina al flusso e procede in una direzione non coincidente con il suo asse di simmetria, nasce il momento di Munk che tende ad inclinarlo maggiormente. Nel caso di una nave, però, è stato dimostrato che le eliche, quando avanzano in un flusso orizzontale obliquo rispetto al proprio asse, esercita un’azione raddrizzante che si oppone a tale momento e conferisce alla nave stessa maggiore stabilità di moto; in tal senso agiscono anche tutte le appendici poppiere. In acque basse, pertanto, la maggiore orizzontalità del flusso aumenta la stabilità di rotta e conseguentemente diminuisce l’abilità evolutiva della nave. Infine, bisogna aggiungere che in acque basse aumentano la resistenza d’attrito e l’inerzia della nave, la quale accelera più lentamente e si ferma più rapidamente. Le modifiche del moto evolutorio dipendono essenzialmente dal valore del fattore H/T ( profondità fondale/pescaggio della nave). Si possono classificare i fondali nel seguente modo:

Per  H/T > 4                 acque profonde

Per  1.5 < H/T < 4        acque mediamente basse

Per  1.2 < H/T < 1.5     acque basse

Per dare un’idea delle modifiche che intervengono, basta guardare  le curve di evoluzione di lunghezza 60/70 metri e di 600/1200 /1500 tonnellate di D.W., ricavate durante le prove di manovrabilità. Per acque basse la traiettoria è tutta esterna a quella per acque profonde, con una variazione abbastanza sensibile delle caratteristiche della curva di evoluzione. Ciò si spiega tenendo presente che, in acque basse, è principalmente l’opposizione dello scafo ad acquisire velocità angolare che condiziona il moto; a tutto questo si aggiunge poi l’aumentata resistenza all’avanzamento . In acque meno basse la prima parte della traiettoria è all’interno di quella per acque profonde, la seconda è esterna. Tuttavia anche in questo caso si hanno le conseguenze di cui prima, seppure  quantitativamente diverse. In definitiva, gli effetti della riduzione di profondità sulle caratteristiche di evoluzione possono così riassumersi: a) aumento del diametro tattico e finale; b) incremento dello spostamento laterale; c)diminuzione della velocità angolare in evoluzione; d) maggiore caduta di velocità tangenziale in evoluzione; e) miglioramento della stabilità di rotta ma peggioramento della capacità di risposta al timone. In prossimità di detti porti, a causa delle ridotte profondità, si creano  mareggiate con onde di mare vivo da W – WNW – ESE – SE, tra le quali sono da annoverare le onde cosiddette significative ( cioè le componenti più energizzate e più stabili) che variano con un altezza di metri 3.50/4.00, rendendo difficoltose le manovre di entrata  in porto. Le caratteristiche dei cosiddetti cavalloni completamente maturi, calcolati in funzione della velocità del vento, del tempo e la lunghezza del tratto di mare (Fetch). Pertanto, per effetto della linea di costa e per l’adattamento ai fondali gradualmente sempre più bassi ( ridottosi nel corso degli anni), le zone di mare all’entrata dei su indicati porti, si caratterizzano i seguenti fenomeni aggiuntivi: a) le onde si deformano, si alzano di più e, per la diversa velocità tra la massa d’acqua superiore e quella sottostante ( rallentata dalla graduale riduzione di profondità), rotte ( l’onda si frange, o si rompe, contro la scogliera posta a ponente); b) le onde subiscono effetti di riflessione dovuto all’urto contro la scogliera e di rifrazione per adattarsi ai fondali che man mano diminuiscono. Come conseguenza di detti fenomeni c’è l’alterazione dell’onda sottocosta con variazioni di altezza, di velocità e con generazioni di correnti (la morfologia della linea di costa in funzione della provenienza del mare giustifica una corrente tangenziale alla linea di costa), nonché di turbolenza. In una tale condizione, la nave è sottoposta ai seguenti fenomeni: a) incremento della resistenza al moto con conseguente diminuzione di velocità a parità di numero di giri delle motrici; b) alterazione della capacità della nave di mantenere una rotta rettilinea a causa dell’alterazione del flusso di acqua che circonda la carena; c) in rapporto alla velocità della nave, si verificano sensibili variazioni dei pescaggi e dell’assetto, che si riflettono sulla clearance, ossia sul battente d’acqua esistente sotto la chiglia; d) altro fenomeno di mancato governo della nave è lo squat. Si definisce squat la diminuzione dello spazio libero sotto la chiglia della nave in moto, dovuto alla variazione di assetto della nave e al maggior affondamento. Pertanto si chiede alla Regione di provvedere al  dragaggio delle zone interessate dalla presenza di bassi fondali  zone, per  facilitare le manovra di entrata  nei porti di Ischia e Casamicciola T., che con avverse condizioni meteo, mare e vento provenienti da W-WNW-ESE-SE”, diventano oltremodo pericolose.

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