AZIONE BOLOGNA – BANCHETTI PER IL NO AL POPULISMO di Mara MUCCI e Angelo RUBERTO

REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI: LA RIFORMA RIDUCE LA DEMOCRAZIA MA NON GLI SPRECHI ED I PRIVILEGI. Il 20 e 21 settembre gli elettori saranno chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia 230 seggi della Camera dei Deputati su 630 e, 115 del Senato della Repubblica su 315: in caso di approvazione della riforma, il numero dei parlamentari scenderà a 600. L’Italia del 2020 non è più quella del 1948, conta circa 20 milioni in più di cittadini! La riforma sottoposta al giudizio dei cittadini il prossimo 20 e 21 settembre, se approvata, dimezzerebbe il numero dei parlamentari voluti dai padri costituenti, con un atto irresponsabile, che guarda solo alla pancia dei cittadini, e che non risolve il vero problema, che è la qualità dei nostri rappresentanti e l’efficienza nei lavori. Detto questo, Azione a Bologna e in tutta la città metropolitana sarà per le vie e le piazze fino al 19 Settembre per spiegare le ragioni del NO al taglio della rappresentanza.

Bologna da sempre ha un DNA riformista e civico e siamo stupiti degli imbarazzi delle grandi forze politiche come il PD bolognese, che traccheggia in modo preoccupante su questo referendum che riteniamo possa essere il primo atto di una lunga serie di provvedimenti che rischiano di svuotare di senso la nostra Repubblica Parlamentare.

Siamo un partito che ha ben presente che l’architettura istituzionale del nostro paese andrebbe rinnovata, ma questa non è una riforma, è un mero taglio della rappresentanza, senza correttivi che lo bilancino, senza le modifiche promesse ai regolamenti parlamentari, senza effettivi risparmi economici e senza che all’orizzonte vi sia un progetto di legge elettorale adeguato.

Il taglio, così come proposto, allontanerebbe ancora di più gli eletti dai collegi, i quali diventerebbero talmente vasti da generare campagne elettorali economicamente dispendiose e quindi ad appannaggio di chi ha più’ risorse. La nuova composizione ridotta del Senato, oltre a rendere di fatto impossibili i lavori all’interno delle commissioni, in costanza di bicameralismo paritario, renderebbe questa seconda camera ancor più ostaggio dei voti di pochissimi Senatori, aggravando quindi l’atavica instabilità dei governi italiani.

Queste in sintesi le ragioni per cui ci opponiamo a questa riduzione di rappresentanza, che ci spingono ad organizzare una campagna per il NO sul territorio della città metropolitana di Bologna.

La riforma se, approvata non produrrebbe risparmi significativi per le casse dello stato, in quanto la spesa parlamentare dell’Italia, non dipende dal numero dei parlamentari ma dal numero dei dipendenti di entrambe le camere molto più alto di quello degli altri paesi europei e non. La riforma farebbe risparmiare poco più di un caffè all’anno per ogni cittadino italiano.

L’Italia diventerebbe il paese europeo con il minor numero di rappresentanti e, gli italiani saranno sottorappresentati nelle istituzioni parlamentari. Eleggerebbero solo 392 deputati e 196 senatori, con molti territori non rappresentati nel parlamento. L’Italia si posizionerebbe al 27 posto nella classifica dei parlamentari eletti ogni 100.000 abitanti. Molte regioni tipo la l’Umbria e la Basilicata si vedrebbero ridurre la rappresentanza del 57% ed, intere comunità di elettori non avrebbero parlamentari di riferimento.

La sola riduzione del numero dei parlamentari, se non accompagnata da una nuova legge elettorale e da altri correttivi, non garantirebbe maggiore funzionalità delle Camere mentre provocherebbe sicuramente danni gravi.

PS: Trattandosi di un referendum confermativo, non c’è quorum, non è prevista cioè una percentuale minima di partecipanti per rendere valido il risultato.

(Mara MUCCI, membro del Comitato promotore di Azione, coordinatrice per la città metropolitana di Bologna per Azione ed Angelo RUBERTO, Referente di Castel Maggiore in Azione)

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Redazione

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