TERRACINA, LOTTA AGLI ORMEGGI ABUSIVI NEL PORTO

Nei porti, specie quelli minori ed a vocazione peschereccia come quello di Terracina,  un grosso problema è costituito dalla presenza di numerose imbarcazioni da diporto non autorizzate che intralciano sia le manovre di ormeggio, disormeggio,  bunkeraggio in sicurezza, ma anche alaggio e varo delle imbarcazioni per la loro messa a terra per effettuare lavori di manutenzione ordinaria come ad esempio la pulizia della carena. Accade spesso che i proprietari di piccoli imbarcazioni e natanti oltre ad occupare posti di ormeggio senza la prescritta autorizzazione del Comandate del Porto, addirittura lasciano sullo scivolo dello scalo di alaggio le loro imbarcazioni. Per porre fine a questo malcostume,  oltre che alle violazioni del codice della navigazione, una  vasta operazione a Terracina è stata messa in atto dal personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo –  Guardia Costiera – coordinati dal Comandante – Tenente di Vascello Emilia DENARO – finalizzata al controllo del  legittimo utilizzo degli specchi acquei in ambito portuale. Operazione non facile,  perchè molte imbarcazioni da diporto, tipo i piccoli natanti, non sono iscritti nei RID (Registri Imbarcazioni da Diporto) e quindi c’è la necessità di individuare prima il proprietario. Il codice della navigazione ed il relativo regolamento di esecuzione prevedono in capo al Capo del Circondario Marittimo il potere dovere di disciplinare le attività che si svolgono nell’ambito dei porti ricadenti nella giurisdizione in particolare, l’art. 59 RNM.  che disciplina il potere di ordinanza  di polizia marittima:  1. A norma degli articoli 30, 62 e 81 del codice il capo del circondario per i porti e per le altre zone demaniali marittime e di mare territoriale della sua circoscrizione, in cui sia ritenuto necessario, regola con propria ordinanza pubblicata nell’ albo dell’ ufficio: 1) la ripartizione degli spazi acquei per lo stazionamento delle navi, dei galleggianti e degli idrovolanti; 2) la destinazione delle calate, dei moli e dei altri punti di accosto allo sbarco e all’ imbarco dei passeggeri, al carico e allo scarico delle merci; 3) i turni di accosto delle navi e dei galleggianti; 4) il servizio delle zavorre; 5) la destinazione di determinate zone alla costruzione, all’ allestimento, alla riparazione, alla demolizione, al carenaggio e all’ alaggio delle navi e dei galleggianti; 6) il trasporto di persone a mezzo di imbarcazioni; 7) l’ uso delle boe, dei gavitelli, dei catenari e degli altri mezzi destinati all’ ormeggio delle navi e dei galleggianti; 8) l’ imbarco, lo sbarco e la custodia delle merci di natura pericolosa; 9) l’ entrata e l’ uscita delle navi e dei galleggianti, l’ ammaraggio e la partenza degli idrovolanti; 10) in generale, tutto quanto concerne la polizia e la sicurezza dei porti, nonché le varie attività che si esercitano nei porti e nelle altre zone comprese nella circoscrizione.” …. Omissis… Il comandante Emilia DENARO,  nell’ambito dei poteri di cui all’art. 59 del RNM, ha anche avviato un’importante attività di revisione delle ordinanze di polizia marittima, emesse nel corso degli anni, e che disciplinano la ripartizione degli specchi acquei, la destinazione funzionale delle calate e dei moli e la sicurezza in genere degli ambiti portuali. Revisione necessaria alla luce dei  mutamenti – di fatto e di diritto – che comunque investono tutti i porti, compreso quello di Terracina. Una nota dell’Ufficio Circondariale Marittimo, da notizia che dalla fine dello corso mese di aprile, è iniziata una mirata operazione ad una ricognizione delle imbarcazioni e natanti da diporto presenti in ambito portuale, senza averne titolo, ne hanno fatto un uso personale, posizionando gavitelli e corpi morti sul fondale, trasformando di fatto tali spazi in aree di ormeggio abusive”. I militari della Guardia Costiera hanno rimosso diversi gavitelli e corpi morti illecitamente usati per l’ormeggio di imbarcazioni che, viene ricordato, in porto può avvenire solo nelle aree in concessione alle diverse marinerie. Sono in corsi gli accertamenti per identificare gli autori dell’illecito posizionamento per il successivo deferimento alla Autorità giudiziaria competente per il reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima. Compatibilmente con la delicata fase emergenziale da covid-19, il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo con una nota specifica che  proseguirannole attività necessarie ad una riqualificazione complessiva di questo importante scalo portuale laziale, con lo scopo anche di reprimere qualsiasi tipo di illecito perpetrato in porto in particolare quelli legati agli ormeggi abusivi che non solo limitano la libera fruizione degli spazi pubblici, ma generano anche un mancato introito per l’erario dello Stato e creano situazioni di concorrenza sleale verso tutti quei gestori che operano nel rispetto delle norme e che versano periodicamente i previsti canoni demaniali marittimi”.   Per quanto riguarda i gavitelli ed i corpi morti, oltre a  concretizzare una occupazione abusiva di area demaniale, sanzionato dall’art. 1161 del codice della navigazione, rappresentano un’evidente minaccia per l’ambiente marino costiero a causa del tipo di materiale utilizzato ed abbandonato in mare. Art. 1161 del codice della navigazione:Chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva le disposizioni degli articoli 55, 714 e 716, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a lire un milione, sempre che il fatto non costituisca un più grave reato”…. Omissis

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Redazione

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