REGOLE DA SEGUIRE PER FRUIRE DELLE SPIAGGE LIBERE NELLA STAGIONE BALNEARE 2020

REGOLE DA SEGUIRE PER FRUIRE DELLE SPIAGGE LIBERE NELLA STAGIONE BALNEARE 2020: L’ Inail – Iss (Istituto Superiore Sanità) hanno pubblicato un documenti tecnico,  sulla balneazione  per l’anno 2020 che tiene conto dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19.  ( Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia)  ESTRATTO DOCUMENTO: “SPIAGGE LIBERE”.  L’opportunità – offerta da tali spiagge ai fruitori – di poter utilizzare gratuitamente gli arenili, anche allestendo da sé le attrezzature (ombrellone, sdraio, lettini), se da un lato rappresenta un vantaggio per l’utenza, dall’altra può creare delle problematiche nell’attuale periodo emergenziale, in riferimento alla difficoltà nell’attuazione e controllo delle misure di contrasto del contagio, in particolare al fine di evitare assembramenti e rispettare il distanziamento sociale. In ragione di ciò, è necessario attuare innanzitutto un’intensa attività di comunicazione e sensibilizzazione, oltre che con gli strumenti tradizionali, anche attraverso social media, volta a favorire un comportamento corretto e consapevole da parte dell’utenza. Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge, della loro localizzazione, dei flussi dei frequentatori nei diversi periodi della stagione balneare, dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione delle spiagge stesse, individuando quelle più idonee ed efficaci. Di seguito si riportano alcune indicazioni di carattere generale. Per favorire l’informativa all’utenza, è necessaria l’affissione nei punti di accesso – che dovranno essere puntualmente individuati – alle spiagge libere di cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Anche al fine di favorire il contingentamento degli spazi, va preliminarmente mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri (evitando comunque occasione di pericolo) – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare ’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line; al fine di favorire la prenotazione stessa potrà altresì essere valutata la possibilità di prenotare contestualmente anche il parcheggio, prevedendo anche tariffe agevolate, ove possibile. Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno altresì essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire, nonché per assicurare le misure di distanziamento interpersonale in tutte le attività sull’arenile ed in acqua. Fermo restando che le regole per usufruire in sicurezza della spiaggia e del mare vanno rispettate e che, la regola aurea è sempre quella: mantenere il distanziamento sociale, sia sulla spiaggia che in acqua, secondo Antonio Cassone, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità e professore di microbiologia all’università di Perugia: «Il coronavirus Sars-Cov-2, come i virus della stessa famiglia, ha una membrana sottile e instabile. L’acqua salina lo danneggerebbe immediatamente rendendolo innocuo, incapace di infettare». Inoltre, l’acqua è un «formidabile diluente. Le particelle espulse da una persona infetta si disperderebbero a tal punto da perdere la loro carica infettiva».

/ 5
Grazie per aver votato!

Redazione

BLOG fondato, curato e diretto da Angelo RUBERTO, Avvocato Penalista di Bologna e Presidente dell’Associazione “Rete Nazionale Forense”. PARTNER: JuraNews https://juranews.it - ©2018-2024 Tutti i Diritti Riservati