MANIPOLATORI AFFETTIVI di Angela BELOTTI

I manipolatori sono tra noi e ognuno di noi può averci a che fare e pagarne salate conseguenze. I danni che provocano sono numerosi, sistematici e devastanti per il 90% delle persone che vengono in contatto con loro. Manipolare significa portare l’altro a fare o pensare ciò che non avrebbe fatto né pensato altrimenti, attraverso un subdolo meccanismo di sopraffazione.

Ma chi è il manipolatore affettivo?

E’ doveroso precisare un aspetto cruciale e non scontato: la manipolazione esiste senza differenza di genere. Il manipolatore può trattarsi indifferentemente di un uomo o di una donna. Inoltre, questa tipologia di persona è rintracciabile in qualsiasi categoria sociale, anagrafica e culturale.

In Psicologia, si può parlare di manipolatore quando una persona compie una serie di azioni con lo scopo esclusivo di manipolarne un’altra. Il manipolatore, inizialmente, si mostra come una persona altruista, empatica, molto sensibile alle necessità della sua futura vittima; ovviamente mette in atto questo meccanismo al fine di poter entrare nella vita della vittima. Successivamente, avverrà in lui un cambiamento e si mostrerà egoista, privo di empatia e il suo unico obiettivo sarà quello di mantenere alto il proprio senso di sé e il proprio potere. Egli induce nella vittima bisogni, desideri e comportamenti che non sono dettati dalla sua reale volontà e dai suoi valori, e lo fa agendo su due principali leve psicologiche: il senso di colpa e il desiderio di approvazione e riconoscimento.

Un errore in cui si cade facilmente è quello di voler farsi carico dei problemi dell’altro con la presunzione di poterli risolvere al meglio. Agendo in questo modo si faciliterà il manipolatore a sollecitare il sostegno, la pazienza e l’amore dal partner. Purtroppo però tutti gli sforzi saranno vani poiché al manipolatore interessa solo catturare l’attenzione ed esercitare potere su l’altro.

Tendenzialmente, una persona manipolatrice rientra in una personalità narcisistica patologica capace di far sentire il partner colpevole di fatti immaginari attraverso ragionamenti pseudo – logici e regole morali che manipola per raggiungere i suoi scopi.

Nella diade manipolatore-vittima il manipolatore ha bisogno di mantenere il controllo, la percezione positiva di sé, assumere il potere, dominare l’altro e di avere sempre ragione. Sono individui deleteri per la salute mentale e fisica, annientano il loro compagno e fanno test continui per individuare il punto debole dell’altro. La vittima manipolata, invece, è caratterizzata da un bisogno fortissimo di fusione ed approvazione, che la porta a permettere al manipolatore di ri-definire la sua idea di realtà, idealizzandolo e cercando costantemente il suo consenso. Sono persone molto empatiche, desiderose di aiutare gli altri, e che dubitano spesso di se stesse, con una scarsa autostima di base. Sono convinte che l’altro cambierà, che riuscirà ad amarle se lo accontentano come egli desidera, dimostrando abnegazione totale. Si assumono un compito ambizioso irrealizzabile: dare felicità all’infelice, rendere buono il cattivo.

La manipolazione si slega in tre fasi che portano all’opera compiuta. La prima fase è quella del “Love Bombing” (letteralmente “bombardamento d’amore”). Il manipolatore si mostra come un soggetto seduttivo, accattivante, accondiscendente, completamente concentrato sulla vittima con regali e complimenti al fine di creare e rafforzare il legame. Il soggetto in questione, invaderà la vita dell’altra persona rendendosi utile e poi insostituibile, intromettendosi il più possibile. Il predatore emotivo può anche alternare periodi di iniziale love bombing con periodi di assenza totale per poi ricomparire come se niente fosse, per valutare quanto potere è in grado di esercitare, giocando deliberatamente con la paura più profonda: quella di essere abbandonati.

Successivamente si passa alla seconda fase in cui il manipolatore isola l’altra persona da tutto e da tutti, dalla sua famiglia, dagli amici, a volte persino dal lavoro facendoglielo abbandonare. Egli mette in atto una violenza insidiosa e gratuita, ripetuta ogni giorno e molte volte, giustificata dalla vittima stessa, la quale, vedendo la realtà attorno a sé falsata, arriva a giustificare il gaslighter e i suoi comportamenti. Il gaslighting è un comportamento messo in atto dal persecutore, il quale ha come obiettivo quello di minare l’autostima e la fiducia che la vittima ha di se stessa, di farne vacillare la percezione della realtà mettendone quindi in dubbio il giudizio, facendo sentire così la persona confusa fino al punto di credere di stare per impazzire. La vittima, pur di ottenere approvazione, è disposta a tutto, anche a rinunciare alle proprie libertà fondamentali assecondando ogni richiesta del manipolatore. E’ possibile parlare di un vero e proprio “lavaggio del cervello”, “brainwashing”, ad opera del carnefice sulla propria vittima, la quale, sentendosi sbagliata, arriverà a pensare di meritare tutto questo. A questo punto, essa è completamente dipendente affettivamente dal manipolatore e la sua autostima è annientata.

Infine, la terza fase è quella dello ”annichilimento” in cui il predatore emotivo denigra, umilia, tradisce e assoggetta la vittima ed è in questa fase che egli può arrivare alla violenza fisica e sessuale. A questo punto, la vittima è totalmente passiva, non decide più nulla su ciò che la riguardi ma si limita ad obbedire ai suoi ordini. La vittima spaccia questa situazione a se stessa come amore incondizionato. Si instaurerà una dinamica di “dipendenza emotiva” in cui la vittima, per stare bene, avrà sempre bisogno di approvazione da parte del compagno.

Quale strategie adottare?

Entrare in relazione con un manipolatore affettivo significa incontrare un vampiro affettivo capace di distruggere la relazione amorosa, di schiacciare la personalità dell’altro e la sua stessa identità. La sopravvivenza psicologica del manipolatore dipende dal costante disprezzo degli altri, come se in questo modo si rigenerasse, ecco perché definito vampiro affettivo.

La migliore strategia di contromanipolazione è il “no contact” che consiste nell’ALLONTANARLO DALLA PROPRIA VITA e interrompere definitivamente i rapporti. E’ essenziale dunque porre un po’ di distanza emotiva e fisica con il manipolatore.

Ciò che occorre è essere consapevoli che l’altro non cambierà: l’unica cosa che potrà cambiare sono le vostre aspettative nei suoi confronti.

Dott.ssa Angela Belotti

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Redazione

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