NORMAN ATLANTIC: INIZIA IL PROCESSO IL 26 FEBBRAIO 2020

A distanza di  cinque anni dal  violento incendio che avvolse il traghetto Norman Atlantic, inizierà il 26 febbraio 2020 nell’aula bunker di Bitonto davanti al Tribunale di Bari – 2^ Sezione Penale – il processo che dovrà fare chiarezza – almeno quella giudiziaria – sulle responsabilità della morte di trentuno persone.  Il Norman Atlantic, traghetto della società Visemar di Navigazione, noleggiato dalla compagnia di navigazione greca Anek Lines per collegamenti Italia-Grecia e viceversa. Il 28 dicembre 2014 mentre si trovava nel Canale d’Otranto ha subito un incendio, che ha provocato 9 morti, 60 feriti e 19 dispersi. L’incendio si era sviluppato nel garage della nave.   L’inchiesta durata oltre 5 anni, condotta dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano,  ha portato al rinvio a giudizio di  trentuno persone per diversi reati, tra cui omicidio colposo plurimo aggravato, naufragio e la violazione delle norme del  codice della navigazione in materia di sicurezza della navigazione e salvaguardia della vita umana in mare. Anche il processo sarà lungo, a causa dei numerosi  testimoni da esaminare. Tra gli imputati ci sono il comandante della nave, ventisei membri dell’equipaggio e i responsabili delle società Visemar, proprietaria del traghetto, e della società Anek Line, che aveva  noleggiato il traghetto. Il traghetto era partito da Igoumenitsa ed era  diretto ad Ancona.  Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Bari,  le fiamme partirono dall’impianto refrigerante di un veicolo industriale lasciato acceso durante la navigazione e andato in surriscaldamento perché le prese elettriche nel garage non erano sufficienti ad alimentare tutti i camion frigo imbarcati. Poi le fiamme, secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Bari, si sono propagate a causa della negligenza di alcuni membri dell’equipaggio e del malfunzionamento dell’impianto antincendio.  Nel novembre del 2019 la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso della Procura di Bari contro il dissequestro del relitto, stabilito in aprile dal giudice delle indagini preliminari su richiesta dei difensori della società proprietaria della nave. La nave è stata rottamata in Turchia.

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Redazione

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