AVVOCATI PENALISTI IN SCIOPERO 17 E 18 DICEMBRE CONTRO LA RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE

Continua la protesta dei penalisti. Sciopero degli avvocati penalisti  – astensione da tutte le udienze  tranne quelle che riguardano processi a rischio prescrizione o con imputati detenuti – lunedì 17 e martedì 18 dicembre, contro la riforma della prescrizione in corso di approvazione. La Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane ha deciso di continuare nella protesta prendendo atto che “la maggioranza di Governo persevera nella proposta di modifica dell’istituto della prescrizione dei reati, nonostante le forti critiche avanzate dai penalisti italiani, dal Cnf, e dall’accademia”. Il disegno di legge  anticorruzione, in cui è stata inserita, con un emendamento, la previsione dello stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, ha avuto il via libera in Senato la scorsa settimana, e ora è di nuovo al vaglio della Camera. Magistrati e avvocati avevano sollecitato lo stralcio della norma, ma il ministro della giustizia, ha ribadito: “Io ascolto tutti, ma è la politica a decidere liberamente”. Gli avvocati penalisti,  sottolineano “i plurimi profili di irrazionalità e di incostituzionalità”  “soprattutto con riferimento al diritto alla ragionevole durata dei processi sancito dall’articolo 111 della Costituzione”. Anche per il CSM,  allungamento della durata dei processi, avrebbe come conseguenza quella di compromettere il principio stabilito dell’articolo 111 della Costituzione e,  darebbe luogo ad una potenziale lesione del diritto di difesa dell’imputato garantito dall’art. 24 Cost. La consigliera del CSM, Paola Maria Braggion, relatrice, unitamente al collega togato Michele Giambellini, afferma: “Prescrizione, la riforma così non va”. “La riforma della prescrizione dovrebbe essere accompagnata da un intervento normativo più ampio che incida sulle cause strutturali dell’eccessiva durata dei procedimenti sul piano del diritto sostanziale, sul piano del diritto processuale e attraverso la dotazione di risorse adeguate, condizioni imprescindibili per un’effettiva attuazione del principio costituzionale della ragionevole durata del processo”.

Pubblicato da Angelo RUBERTO

Blog curato dall'Avv. Angelo RUBERTO

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