CONTINUAZIONE, ART. 81 CODICE PENALE

“La disciplina della continuazione è intesa ad assicurare un trattamento sanzionatorio attenuato verso chi, con una unica deliberazione mentale, consistente nella preventiva programmazione criminosa, si determina a commettere più reati, la cui ratio risiede nella evidente minore pericolosità rispetto a colui che commette più reati in base a indipendenti e reiterate spinte criminogene”.( Cass.I sezione penale, sentenza n. 51398 del 2018)….“Per il riconoscimento della continuazione, è necessario effettuare, anche in sede di esecuzione, una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l’omogeneità delle violazioni e del bene protetto, la contiguità spazio-temporale, le singole causali, le modalità della condotta, la sistematicità e le abitudini programmate di vita, e del fatto che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali, non essendo sufficiente, a tal fine, valorizzare la presenza di taluno degli indici suindicati se i successivi reati risultino comunque frutto di determinazione estemporanea”. (Cass. Pen SU sentenza n. 28659 del 2017) ART. 81 CP: “È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge. Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge. Nei casi preveduti da quest’articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti. Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, l’aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave”.

Pubblicato da Angelo RUBERTO

Blog curato dall'Avv. Angelo RUBERTO

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