È una SOMMA di SOLITUDINI. LO SMARRIMENTO dei CITTADINI e la BANALITÀ della POLITICA

Ci sono fenomeni che stanno ormai diffondendosi nella nostra società in maniera sconvolgente. Mi riferisco al problema della delinquenza giovanile, alle baby gang, ai fenomeni imitativi, all’accoltellamento di docenti nelle scuole da parte di ragazzini e alla quasi totale assenza delle famiglie rispetto ai propri doveri educativi.

Abbiamo registrato negli ultimi giorni alcuni episodi sconvolgenti. Un ragazzino di 13 anni che va ad accoltellare la docente, arrivando in classe con un casco, con la telecamera, un coltello di 20 centimetri e il tutto riportato sui social. Leggo sui giornali di una banda di una cinquantina di ragazzini, studenti che dopo scuola (immagino studenti delle medie) vanno in comitiva a fare un esproprio in un supermercato, anche in questo caso con riprese per i social. Abbiamo poi il tema dei disabili nelle scuole.

In tutte queste cose la costante è una: la carenza dello Stato e della presenza dello Stato, che si scarica alla fine su altri soggetti. In modo particolare sui docenti, sul corpo docente nelle scuole, sulle istituzioni territoriali o sulle famiglie. Ma nove volte su dieci, dietro questi problemi ci sono carenze dello Stato e delle istituzioni per la sicurezza, per la scuola, per la cura dei bambini disabili, dove mancano docenti di accompagnamento e docenti di sostegno.

Questo quadro della situazione sociale determina (ed è l’elemento fondamentale che io colgo) un senso di smarrimento nei cittadini. I cittadini si sentono persi, abbandonati.

Avremmo bisogno di una politica che, almeno sui valori e sulle cose fondamentali, fosse seria, rigorosa, attenta; che ricercasse la via del dialogo e capisse che alla fine, quale che sia il governo, alcune questioni di fondo sono complicate da affrontare e da risolvere. Ci troviamo invece davanti all’immagine di una politica nazionale tanto banale quanto assente, lontana dai sentimenti dei cittadini, fatta di banalità, di volgarità, di stupidaggini. Siamo un Paese nel quale si può aprire un dibattito sulla lunghezza delle gonne delle donne. Veramente non ci sono parole.

La valutazione conclusiva che mi sento di fare è questa: la società contemporanea è ormai una somma di solitudini. Sono quasi scomparsi i valori comunitari ed è quasi scomparso, nelle giovani generazioni ma non solo, il principio di autorità. Non vi sono grandi ideologie che consentano una tenuta sociale e che diano un’idea di futuro, magari sbagliata, ma che offrano una prospettiva.

La nostra società (e potremmo dire più in generale le società occidentali) è ormai una somma di solitudini.

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Pubblicato da AlMablog News

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