LA VIOLENZA CHE NON LASCIA LIVIDI

Il 13 settembre avrò l’opportunità di intervenire al Convegno Distrettuale FIDAPA BPW Italy dedicato a “Costruire il futuro: donne, leadership e cultura del rispetto”.
Ho scelto di portare una riflessione su una forma di violenza particolarmente difficile da riconoscere: quella che non necessariamente colpisce il corpo, ma può progressivamente compromettere libertà, sicurezza e capacità di autodeterminazione di una donna.

Controllo, isolamento, svalutazione, umiliazione e manipolazione non possono essere confusi con i normali conflitti che possono attraversare una relazione.
Ma quando diventano sistematici, quando costruiscono nel tempo una condizione di dominio sull’altra persona, dobbiamo avere il coraggio di interrogarci.
La cultura del rispetto è indispensabile, ma è sufficiente?
Credo sia necessario aprire anche una riflessione giuridica e istituzionale sulla violenza psicologica relazionale, sulla sua prevenzione, sulla capacità di riconoscerla tempestivamente e sulle conseguenze, personali, professionali ed economiche che può lasciare nella vita di chi la subisce.

Non tutto ciò che provoca una sofferenza è violenza, ma non tutta la violenza lascia un livido.
Il diritto, la cultura e le istituzioni devono imparare a riconoscere anche ciò che non è immediatamente visibile, è una riflessione che considero professionale, ed è, inevitabilmente, anche profondamente personale.
Avv. Giovanna Perna

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Pubblicato da AlMablog News

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