LITIGARE DAVANTI AI FIGLI? NON CONVIENE di Leila BENSALAH

La maggior parte delle coppie litigiose fa fatica a rendersi conto che litigare davanti ai propri figli è un problema sia per i figli,  ma anche per i genitori stessi. Se ciò accade sporadicamente, non necessariamente rappresenta un problema, ma quando litigare davanti ai figli diventa la quotidianità, i danni diventano gravi. Inoltre, questo comportamento può avere anche conseguenze economiche spiacevoli come è successo ad un padre di Venezia. ✅ Il tribunale di Venezia, con una sentenza dichiarativa di divorzio  ha condannato uno dei due genitori (padre) a risarcire con 5 mila euro a testa le figlie di  9 e 11 anni.  Questi alcuni passi significativi della  sentenza: “Tra mamma e papà è in corso una rottura molto conflittuale. Almeno una disputa implicherebbe un confronto, quantunque ostile, mentre qui si tratta di vera e propria incomunicabilità”. “Una chiusura così impenetrabile da precludere qualsiasi spostamento rispetto alla prospettiva autoreferenziale in cui le parti sono intrappolate” con la conseguenza che le figlie “a loro volta mimano il contegno dei genitori e anche tra loro pericolosamente lo replicano”. “Sono inidonei a svolgere la loro funzione genitoriale; entrambi i genitori, pur con modalità diverse, dimostrano di non essere in grado in questo momento di garantire un contesto sereno di vita alle figlie in cui gli adulti possano assicurare loro l’esercizio del diritto alla bigenitorialità. Dal canto loro le bambine dimostrano, con le loro reazioni aggressive, di vivere sentimenti profondamente contrastanti e dolorosi che sembrano com- promettere le loro condizioni attuali di crescita”. Le figlie minorenni sono state affidate ai Servizi Sociali del Comune, con collocamento a casa della madre mentre il padre potrà fare visita loro una volta alla settimana e sempre alla presenza di un operatore sociale in un ambiente esclusivo e protetto. ✅ Secondo i giudici veneziani, il padre, “che più della madre si è ritenuto responsabile della situazione di grave rischio evolutivo e di pregiudizio per lo sviluppo psicofisico delle minori” ed è stato condannato al risarcimento di 10000 euro (5mila a testa) perché le sorelline sono state costrette a “dover scegliere alternativamente l’uno o l’altro genitore”. La sentenza oltre ad avere un valore giuridico ha un forte valore simbolico, considerato che le vittime dei litigi sono i figli minori. (Leila Bensalah, Dr.ssa P. avvocato del Foro di Vicenza e Social Media Manager di Rete Nazionale Forense)

Pubblicato da Angelo RUBERTO

Blog curato dall'Avv. Angelo RUBERTO