COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE: TERMINI E REQUISITI

La persona offesa e/o danneggiata dal reato potrà costituirsi parte civile e far valere le proprie pretese restitutorie e risarcitorie nel processo penale ex art. 76 c.p.p. Con la Riforma Cartabia si sono registrate importanti novità nella disciplina che regola la costituzione di parte civile: 1) In ordine al termine ultimo per potersi costituire ex art 79 c.p.p. 2).  Sui requisiti per la costituzione ex art 78 comma 1 lett. d) c.p.p. In ordine al primo degli aspetti, occorre evidenziare che la riforma ha posto uno sbarramento temporale nei processi con udienza preliminare. Ante riforma era possibile costituirsi parte civile per l’udienza preliminare e fino a che non fossero stati compiuti gli adempimenti previsti dall’art 484 c.p.p relativi alla verifica della regolare costituzione delle parti prima di dare inizio al dibattimento. Con la Riforma, è stato introdotto uno sbarramento temporale nei processi CON UDIENZA PRELIMINARE: tale fase sarà l’unico momento in cui la persona danneggiata potrà costituirsi parte civile e, precisamente è prescritto che ciò potrà avvenire, a pena di decadenza, prima che vengano esauriti gli adempimenti ex art. 420 c.p.p. Nei reati a citazione diretta, per cui è stata prevista, a seguito della Riforma, la NUOVA UDIENZA PREDIBATTIMENTALE, la costituzione potrà avvenire sia durante la nuova udienza predibattimentale che in dibattimento prima che venga accertata la regolare costituzione delle parti ex art. 484 c.p.p. Occorre, tuttavia, evidenziare un aspetto rilevante: Laddove il danneggiato si costituisca parte civile nell’udienza dibattimentale gli sarà preclusa la possibilità di depositare la lista testi essendo scaduto il termine previsto dall’art.468 c 1 c.p.p. Alla luce di tale considerazione, si evidenzia che il danneggiato che voglia -costituirsi parte civile all’udienza predibattimentale, e depositare la lista testi nel termine di cui all’art.468 c 1 c.p.p.; -costituirsi parte civile attraverso la procedura fuori udienza, in tal modo non gli sarà precluso il deposito della lista testi. Il secondo degli aspetti che si intende evidenziare, riguarda uno dei requisiti richiesti dall’art. 78 c.p.p. a pena di inammissibilità per la regolare costituzione della parte civile. In particolare, relativamente alla lettera d) dell’art.78 c.p.p. le Sezioni Unite hanno statuito che non basta più il richiamo al capo d’imputazione, ma è necessario uniformarsi alle forme per la domanda nel giudizio civile. E precisamente, secondo le Sez. Un. con sentenza n. 38481/2023 “ai fini dell’ammissibilità della costituzione, non sarà più sufficiente fare riferimento all’avvenuta commissione di un reato bensì sarà necessario richiamare le ragioni in forza delle quali si pretende che dal reato siano scaturite conseguenze pregiudizievoli nonché il titolo che legittima a far valere la pretesa.” In altre parole, dunque, “sarà necessario che le ragioni della domanda vengano illustrate secondo gli stilemi dell’atto di citazione nel processo civile, ovvero, secondo quanto prevede oggi l’art. 163, comma 3, n. 4, cod. proc. civ. con “l’esposizione in modo chiaro e specifico” delle stesse”. Ulteriore aspetto che si intende analizzare riguarda la possibilità del difensore di conferire al proprio sostituto il potere di sottoscrivere e depositare la costituzione di parte civile. La questione se il sostituto processuale potesse depositare la costituzione di parte civile era già stata affrontata dalla giurisprudenza con l’intervento delle Sezioni unite n. 12213 del 21.12.2017 che avevano affermato che il sostituto processuale del difensore NON avesse la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà fosse stata espressamente conferita nella procura ovvero che la costituzione in udienza fosse avvenuta in presenza del danneggiato, situazione questa che consente di ritenere la costituzione come avvenuta personalmente. Con la novella legislativa, viene rovesciata la prospettiva, in quanto si prevede, ai sensi del comma 1-bis art. 78 c.p.p. che il difensore, munito della procura, sia ai sensi dell’art. 100 c.p.p. che dell’art. 122 c.p.p., possa conferire al proprio sostituto, con atto scritto, il potere di sottoscrivere e depositare l’atto di costituzione, salvo che risulti volontà contraria della parte interessata. Verificata, pertanto, la sussistenza di entrambe le procure che possono coesistere in unico atto, occorre verificare se la parte ha espresso volontà contraria al conferimento al sostituto dei poteri indicati, per poi accertarsi se con atto scritto il difensore procuratore speciale abbia conferito a un sostituto il potere di sottoscrivere e depositare l’atto.

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Pubblicato da Redazione AlMablog Iura

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