PROFESSIONE FORENSE: INCOMPATIBILITA’

L’art. 6 del Codice deontologico recita: “1. L’avvocato deve evitare attività incompatibili con la permanenza all’iscrizione all’albo. 2. L’avvocato non deve svolgere attività comunque incompatibili con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della professione forense.”

Il COA di Trieste formula il seguente quesito: “E’ compatibile con l’iscrizione all’Albo degli Avvocati la posizione di colui che svolga attività gestoria in istituzioni pubbliche, o del terzo settore, che non siano caratterizzate da finalità di lucro?”.

L’articolo 18, lettera c) della legge n. 247/12 dispone che la professione di avvocato è incompatibile “con la qualità di socio illimitatamente responsabile o di amministratore di società di persone, aventi quale finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale, in qualunque forma costituite, nonché’ con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione” e precisa al riguardo che “L’incompatibilità non sussiste se l’oggetto della attività della società è limitato esclusivamente all’amministrazione di beni, personali o familiari, nonché per gli enti e consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico”. Dalla formulazione della disposizione richiamata si evince con chiarezza che il discrimine tra attività compatibili o meno con l’esercizio della professione sta nella loro natura commerciale e, più in generale, nel loro carattere lucrativo. Alla luce della formulazione del quesito, pertanto, si ritiene che le attività ivi menzionate – delle quali è esplicitamente escluso il carattere lucrativo – siano compatibili con l’iscrizione nell’albo degli avvocati. (Consiglio nazionale forense, parere n. 28 del 17 ottobre 2023)

Art. 18 lett. c: sancisce che: “la professione di avvocato è incompatibile con la qualità di socio illimitatamente responsabile o di amministratore di società di persone, aventi quale finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale, in qualunque forma costituite, nonché con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente del consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione. L’incompatibilità non sussiste se l’oggetto dell’attività della società è limitato esclusivamente all’amministrazione di beni, personali e familiari, nonché per gli enti e consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico”.

PRECEDENTE: (PARERE COA 23.04.2015) L’avv. * ha chiesto al COA (Pescara) di esprimere parere sulla compatibilità dell’esercizio della professione forense e la qualità di consigliere di amministrazione di società di capitali a prevalente partecipazione pubblica. PARERE: Non è incompatibile con l’esercizio della professione di avvocato la qualità di mero componente di consiglio di amministrazione di società di capitali a prevalente partecipazione pubblica”

COA Bologna. Incompatibilità professionale – art 18, 19 legge 247/2012 – società familiare in accomandita – socio accomandatario – limiti – Verbale 18.12.2019 RICHIESTA PARERE:  Richiesta di parere preventivo in ordine alla compatibilità tra l’iscrizione all’albo degli avvocati e l’assunzione della carica di socio accomandatario nella costituenda Società di persone in accomandita semplice avente ad oggetto l’amministrazione e la gestione di beni familiari. RISPOSTA: “Non sussiste alcuna causa di incompatibilità che osti all’adesione, da parte dell’Avv. Gianluigi Caio, alla proposta di ricoprire la carica di socio accomandatario della costituenda società di persone in accomandita semplice avente ad oggetto l’amministrazione e la gestione di beni familiari sempre che, l’esercizio delle funzioni attribuitegli – anche nell’ambito dei poteri individuali di gestione – dovrà costantemente risultare rispettoso dei principi etici e morali dettati dalle norme deontologiche professionali, in funzione del conseguimento dello scopo che si prefigge la S.a.S. e sempre che l’atto di costituzione della società in accomandita semplice venga redatto con gli accorgimenti di cui si è detto sopra”

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Pubblicato da Redazione AlMablog Iura

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