NICOLA CARLONE: SULLA TRAGEDIA DI CUTRO, ABBIAMO LA COSCIENZA A POSTO

Nicola CARLONE,  Comandante Generale delle Capitanerie di Porto –  Guardia Costiera -, sulla tragedia di Cutro è netto: “E’ STATO FATTO IL POSSIBILE, NULLA DA RIMPROVERARE AI MIEI UOMINI”. 

L’Ammiraglio Carlone ha una vasta esperienza operativa maturata durante la sua carriera sia come responsabile del Reparto Sicurezza della Navigazione che come responsabile del Centro Nazionale di Coordinamento dei Soccorsi in Mare. Sulla gestione ed il coordinamento dei soccorsi in mare, l’Ammiraglio Carlone fa chiarezza:  “In base all’area di richiesta di soccorso – spiega Carlone – è l’autorità marittima che decide l’intervento. Sono operazioni decise al più basso livello, nel sottocentro di soccorso, come ad esempio Catania, Reggio Calabria o Palermo, in contatto col coordinamento di Roma. Si valuta se l’imbarcazione è in difficoltà e in quel caso si attiva immediatamente il soccorso”. La politica ha voce in capitolo e se sì, può dare e da direttive operative? ”Assolutamente no, la responsabilità immediata del soccorso è di chi riceve la chiamata di soccorso, una responsabilità diretta e personale . Le persone che devono essere salvate e portate a terra non posso aspettare chiamate a più alti livelli”. Per quanto concerne la definizione di operazione “SAR” (dal termine inglese search and rescue – Ricerca e Soccorso)  e operazione “ENFORCEMENT” (Applicazione della legge, ovvero operazione di Polizia), è cambiato qualcosa con il nuovo governo? : “Nulla è cambiato, la distinzione varia in base alle informazioni a disposizione. Il ministro degli Interni lo ha detto bene, una operazione di enforcement può diventare sar e viceversa”. Navi Ong e Tragedia di Cutro: “Sulla tragedia di Cutro, la domanda da fare è un’altra, ovvero se l’imbarcazione fosse in pericolo. Dalle immagini di Frontex,  la barca “aveva una navigazione regolare, c’era anche mare forza 4, con una altezza non superiore a due metri e mezzo. Il soccorso viene deciso in base alla percezione delle condizioni del mezzo in quel momento, come il galleggiamento. L’unità non presentava elementi di pericolo nel video che abbiamo visto. E’ entrata in condizioni di pericolo successivamente, o meglio è stata portata in condizioni di pericolo”. Sulla vicenda Cutro ritiene che il comportamento dei suoi uomini, sotto il profilo operativo, sia stato corretto? Potevano fare fare di più?:  “Non sento di poter dire che i miei ragazzi hanno sbagliato  l’operato di quella notte è stato corretto. Il mezzo si è messo in pericolo da solo. Frontex ci ha chiamati solo dopo un po’ di ore per l’intervento”. Carlone, continua spiegando che: “Noi ci reggiamo sulla convezione di Amburgo [Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo firmata ad Amburgo il 27 Aprile 1979entrata in vigore il 22 giugno 1985. In Italia ad essere investito per legge delle funzioni SAR in mare sono le Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, attraverso il centro nazionale di soccorso in mare (IMRCC), i centri secondari di soccorso (MRSC) e le  Unità costiere di Guardia (UCG)], dove il concetto moderno di Sar è,  che il primo centro di soccorso che riceve la chiamata interviene subito, in attesa che il centro responsabile di quell’area prenda in mano le operazioni”. Sulle ONG, Carlone è chiaro: “Non c’è nessuna crociata contro le ONG, sono dei mezzi che fanno soccorso, svolgono il loro lavoro in mare, non c’è nessuna guerra”.  Sul Nufragio di Cutro,  è altrettanto netto: “Abbiamo la coscienza a posto – abbiamo fatto tutto il possibile, in base alle informazioni che avevamo in quel momento. Siamo vicini alle persone colpite da fatti come questi, e Cutro rappresenta una grande tragedia”. (Fonte: Dall’ Intervista dell’Ammiraglio Carlone su Sky Tg24).

FONTEX: L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, nota anche come Frontex (denominazione informale nata dalla contrazione di “Frontières extérieures”), è un’agenzia  cui è affidato il funzionamento del sistema di controllo e gestione delle frontiere esterne dello spazio Schengen e dell’EU. Aiuta i paesi dell’UE e i paesi associati alla zona Schengen a gestire le loro frontiere esterne. Contribuisce anche ad armonizzare i controlli alle frontiere in tutta l’UE. L’agenzia agevola la collaborazione tra le autorità di frontiera dei singoli paesi dell’UE fornendo assistenza tecnica e know how.

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