LA TESTIMONIANZA DELLA MADRE IN UNA CAUSA DEL FIGLIO di Enna COSOVIC

LA TESTIMONIANZA consiste nell’esposizione di fatti rilevanti per la decisione della lite resa da un terzo avanti al giudice, in contraddittorio tra le parti. ♦️ DIVIETO DI TESTIMONIANZA:
📌 per il coniuge, i parenti e gli affini in linea retta, salvo che nelle cause vertenti su questioni di stato, di separazione personale o relative a rapporti di famiglia (art. 247 c.p.c.); 📌 per i minori di quattordici anni, salvo che la loro audizione sia resa necessaria da particolari circostanze (art. 248 c.p.c.).

♦️ INCAPACITA’ A TESTIMONIARE DELLA MADRE IN UNA CAUSA DIU RISARCIMENTO DANNI PROPOSTA DAL FIGLIO
⚖️ La Corte di Cassazione – Sezione I Civile – con Ordinanza n. 34950 del 28.11.2022, ha statuito che “non sussiste incapacità a testimoniare della madre in quanto le istanze proposte dal figlio per il risarcimento del danno endofamiliare non patrimoniale da abbandono subito, non avrebbero potuto legittimare la madre alla partecipazione al giudizio. La capacità a testimoniare differisce dalla valutazione sull’attendibilità del teste, atteso che l’una dipende dalla presenza di un interesse giuridico che potrebbe legittimare la partecipazione del teste al giudizio, mentre la seconda afferisce alla veridicità della deposizione che il giudice deve valutare alla stregua di elementi oggettivi. È censurabile la decisione in cui il giudice si sia limitato a negare valore indiziario agli elementi acquisiti senza accertare se essi non fossero in grado di acquisirlo ove valutati in un rapporto di vicendevole completamento. La responsabilità del genitore per i danni subiti dal figlio, in conseguenza del suo inadempimento agli obblighi di mantenimento, istruzione, educazione ed assistenza, non può ritenersi esclusa o limitata dalla circostanza che anche l’altro genitore possa non avere correttamente adempiuto ai rispettivi doveri. L’illecito intrafamiliare può produrre un danno non patrimoniale psicologico/esistenziale, ovvero che investe direttamente la formazione della personalità del danneggiato, condizionando anche lo sviluppo delle sue capacità di comprensione e di autodifesa”
RIFERIMENTI
Per l’ Art. 2059 c.c. il danno non patrimoniale è risarcibile solo nei casi determinati dalla legge e nei casi in cui sia cagionato da un evento di danno consistente nella lesione di specifici diritti inviolabili della persona.
Art. 246 del c.p.c.: Non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio.
Art. 2729 del codice civile: Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti. Le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni.
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Redazione

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