SPETTACOLARIZZAZIONE PROCESSI: UN MALE TIPICAMENTE ITALIANO!

📌La spettacolarizzazione dei processi non è sinonimo di libertà e democrazia (UCPI) . La verità mediatica è sicuramente più veloce ma certamente non la  più sincera! ✅L’Indagato/imputato che dalla maggior parte dei cittadini è stato giudicato colpevole per le notizie apparse sui mass media, se verrà legalmente dichiarato innocente all’esito del processo, riuscirà ad esserlo davvero dopo tutto il clamor  e gli annunci di colpevolezza? Nell’antica Roma la giustizia era raffigurata come una dea con gli occhi bendati. Giudicare impone di non vedere. Ormai la benda è caduta da tempo e la giustizia si offre allo sguardo mediatico che tutto vuole sapere e vedere, subito senza rispetto per nessuno. Offrire il processo allo sguardo mediatico senza la mediazione del “rituale” giudiziario significa, mandare in scena uno spettacolo dell’assurdo che indebolisce giustizia e informazione, pilastri delle democrazie liberali. E non contribuisce a svelare il “mistero” del processo. Nonostante la vigenza degli articoli 114, 115, 329 comma 3°  del codice di procedura penale e 684 del codice penale ma soprattutto, nonostante l’articolo 27 della nostra costituzione recita “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, tuttavia la semplice sottoposizione ad indagine viene percepita dall’opinione pubblica come colpevolezza, e la responsabilità maggiore di questo è la spettacolarizzazione della giustizia. I processi vengono celebrati sui mass media (carta stampata e TV con i  talk show) e, rovinano vite umane e famiglie intere. Molte procure bollano una persona solo perché indagata e, quando questa risulta innocente e assolta – all’esito di un regolare e giusto processo – non riesce a recuperare l’immagine. Il fenomeno parte da lontano, e cioè dal 1994, la seconda Repubblica era appena nata e Silvio Berlusconi ricette l’avviso dell’indagine mezzo stampa, in pieno G8. A  Seguito di quell’avviso di garanzia ci fu una crisi di governo. In tema di garantismo – per porre rimedio a questo male presentata una proposta  al governo sulla presunzione di innocenza, proposta che prevede che le conferenze stampa potranno essere svolte solo se c’è un interesse pubblico, e il Procuratore della Repubblica dovrà motivarle con atto formale. Non potrà più svegliarsi la mattina e convocare i giornalisti, perché ci vuole un interesse pubblico, senza il quale deve limitarsi al comunicato ufficiale. Non potrà più accadere che ogni inchiesta di per sé sia spiattellata e non potrà accadere che in base al numero degli arresti di una inchiesta dipenda la presunzione di innocenza degli indagati.

 ✅Schema di decreto legislativo recante “disposizioni per il compiuto adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della direttiva (UE) 2016/343 sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti.   ✅Testo del  parere approvato in data 20 ottobre 2021  dalla Commissione Giustizia della Camera. Favorevole con le seguenti condizioni:

1) quanto all’attuazione dell’articolo 4 della direttiva sui riferimenti in pubblico alla colpevolezza:
all’articolo 3, comma 1, lettera a), dopo le parole «esclusivamente tramite comunicati ufficiali oppure, nei casi di particolare rilevanza pubblica dei fatti, tramite conferenze stampa» aggiungere il seguente periodo: «La determinazione di procedere a conferenza stampa deve essere assunta con atto motivato in ordine alle specifiche ragioni di pubblico interesse che lo giustificano»;
all’articolo 3, comma 1, lettera b), sostituire la parola «rilevanti» con la parola «specifiche»;
all’articolo 3, comma 1, lettera c), sostituire il comma 3-bis con il seguente: «Nei casi di cui al comma 2-bis, il procuratore della Repubblica può autorizzare gli ufficiali di polizia a fornire, tramite propri comunicati ufficiali oppure proprie conferenze stampa, informazioni sugli atti di indagine compiuti o ai quali hanno partecipato. L’autorizzazione è rilasciata con atto motivato in ordine alle specifiche ragioni di pubblico interesse che lo giustificano. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 2-bis e 3»;
all’articolo 4, prevedere un procedimento più snello per la correzione dell’errore in riferimento alla salvaguardia della presunzione d’innocenza;

2) quanto all’articolo 7 della direttiva sul diritto al silenzio e sul diritto a non autoincriminarsi, sia specificato all’articolo 314 del codice di procedura penale che la condotta dell’indagato che in sede di interrogatorio si sia avvalso della facoltà di non rispondere, non costituisce, ai fini del riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione, elemento causale della custodia cautelare subita;

3) quanto all’articolo 10 della direttiva sui mezzi di ricorso, sia modificato il comma 4 del nuovo articolo 115-bis in merito al l’istanza di correzione e di opposizione sostituendo le parole « al giudice che lo ha emesso » con le seguenti: «all’ufficio del giudice che lo ha emesso».

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Redazione

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