INCIDENTE A BORDO DI UNA NAVE: CANE PERDE LA CODA

Pubblichiamo il racconto di una passeggera di una nave traghetto che riguarda un episodio successo a bordo.  “4 Maggio 2021. Imbarco per traghetto Grimaldi Lines, prenotazione numero: G210132775, tratta Palermo-Livorno. Orario di partenza 19:00 Avevo con me uno zaino da trekking, un trolley e il mio cane Lillo, un segugio dolce ed educato di circa 1 anno, adottato lo scorso Luglio tramite l’ Associazione ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). Due biglietti uno per me ed uno per il cane. Durante l’imbarco, carica di peso, non ho ricevuto alcuna assistenza per il trasporto dei bagagli, quindi sono stata costretta a prendere le scale mobili. A metà della seconda rampa, Lillo inizia a guaire dal dolore, ho quindi immaginato si fosse incastrato tra le scale. Ho provato a liberarlo: non ci sono riuscita. Mentre continuavo a provare, siamo giunti al termine della scala mobile e ho realizzato che la coda del mio cane era incastrata tra il pettine e il fondo della ringhiera della scala. Ho iniziato a gridare cercando di attirare l’attenzione del responsabile alla testa della rampa meccanica, che ha continuato a lacerare la coda di Lillo per circa 5 minuti e, nell’atto di tranquillizzarlo, tra una richiesta di aiuto e l’altra, Lillo si è urinato addosso. Lo stesso responsabile, adibito al controllo degli imbarchi proprio qualche metro sotto di me, non è mai intervenuto.  A fermare le scale, invece, è stato un passeggero che, ascoltando la mia richiesta di soccorso in lontananza, si è precipitato a premere il pulsante di emergenza per l’arresto forzato. Dopo l’interruzione, il responsabile, non preoccupandosi della vicenda, ha insistito affinché il mezzo di trasporto ripartisse. Lo stesso passeggero ha chiesto assistenza ad un tecnico, che si trovava impreparato a risolvere il problema, quest’ultimo si è rivolto ad altri tecnici e, dopo un tempo di circa 50 minuti, Lillo è stato liberato. Nel tempo trascorso ho richiesto che la nave non partisse, così da poter sbarcare e portarlo da un veterinario in Sicilia, nel quale ho residenza. Nessuno ha contattato il capitano e la nave è partita. La coppia di passeggeri, oltre ad avermi aiutata a fermare la scala ed aver richiesto il supporto tecnico, ci ha portato garze e acqua ossigenata per medicare la ferita, ma preferii aspettare l’arrivo del medico per un soccorso più adeguato. L’unico medico della Grimaldi Lines si presentò circa 30 minuti dopo lo smontaggio del pettine dichiarando che non avrebbe offerto nessun tipo di primo soccorso, motivando di non essere competente in ambito veterinario e affermando “io medico le persone, non i cani” e inoltre “NON POSSO MICA FARE CINQUECENTO METRI PER ANDARE A PRENDERE L’ACQUA OSSIGENATA”. Per quanto i materiali fossero già presenti, il professionista si è nuovamente rifiutato di visitare Lillo, per paura che potesse morderlo; quindi ho domandato se ci fosse un personale incaricato a bordo (dato che il mio Lillo è un passeggero) e il medico ha riso, suggerendomi di fare da sola. Si allontanò senza lasciarmi possibilità di replicare. Come testimoni di queste vicende, i due passeggeri lì presenti, che mi hanno aiutata di nuovo bendando il cane e coi quali ho scambiato i contatti telefonici. In seguito la coppia di passeggeri, non lo staff, ha portato le valige nella mia cabina. A quel punto si è presentato il responsabile dell’ imbarco e si è giustificato dell’accaduto dicendo che: non aveva visto l’eccessivo peso che trasportavo e che, a detta sua, doveva esserci più personale per aiutarmi a trasportare le valige. Chiamata la mia veterinaria, ha riferito di somministrare al cane mezza pastiglia di Augmentin al momento e un’altra la mattina successiva. In assenza del medico, ho domandato al personale dello staff il farmaco e, consegnandomene uno sbagliato, e facendo pressione, affinché ricontrollassero meglio, ho ricevuto l’antibiotico corretto. Bloccata per 19 ore in pochi metri quadri, senza linea telefonica e con un cane ferito: nessuno del personale si è interessato della mia condizione. Anche all’arrivo a Livorno, gli addetti dello Staff hanno mancato di professionalità: nonostante la presenza di un’ascensore che mi avrebbe facilitato la discesa dei due piani sottostanti, mi hanno costretto a utilizzare scale normali. Nessuna navetta ci ha accompagnati all’uscita del porto e nessuno ha pensato avessimo bisogno di essere accompagnati al pronto soccorso più vicino (che dista circa a 15 minuti dall’uscita). Due amici di Pisa, in macchina, ci hanno trasportati all’ Ospedale Didattico Veterinario “Mario Modenato” a San Piero a Grado (PI). Lillo è stato ricoverato in terapia intensiva di urgenza e, dopo un ricovero notturno, è stato operato”.

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Redazione

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