PRIMA I GENITORI POI, I BAMBINI! di Rita MINUTELLO

Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini, deve cominciare con l’occuparsi dei genitori” John Bowlby. 

John Bowlby è uno psicoanalista che ha elaborato la teoria dell’attaccamento. Intuì che il modo in cui ci si prende cura dei bambini nei primi anni di vita, riveste un ruolo centrale nelle relazioni tra gli esseri umani, dalla nascita alla tomba. Egli dimostrò come lo sviluppo armonioso della personalità di un individuo dipenda principalmente da un adeguato attaccamento alla figura materna o un suo sostituto. Perché sono importanti le modalità di cura e i primi anni dello sviluppo di un bambino? Il bambino è un osservatore molto attento dei comportamenti. Non è solo necessaria un’educazione di trasmissione di contenuti, ma l’importanza fondamentale, sta nella coerenza con cui quello che si vuole insegnare si può riscontrare nelle azioni. In questo periodo storico, stiamo assistendo a una spettacolarizzazione della violenza. Il bullismo non è un fenomeno prettamente del mondo infantile, ma esiste in forme, a volte diverse, anche tra adulti. Body shaming, mobbing, vittimizzazione secondaria nelle vittime di violenza o abusi sessuali, sono tutte forme di violenza che gli adulti adoperano in “persone bersaglio”, per dare sfogo alla loro violenza. Derisione di aspetti fisici, dell’orientamento sessuale, religioso o di usanze culturali diverse da quelle del Paese in cui si vive. Discriminazione per il colore della pelle, per la provenienza geografica diversa dalla propria, sono tutte forme di esclusione e di violenza verbale e psicologica. Si parla tanto nelle scuole di inclusione, soprattutto rispetto a “bambini speciali” che hanno bisogno di sostegno. Si parla poco invece, di come siano belle e motivo di arricchimento sociale e culturale, la diversa origine delle persone. Parto sempre dal presupposto che i bambini sono “puri”, non hanno malizia e non conoscono cattiveria. Sono però spugne del contesto in cui vivono, in primis quello familiare. A questo proposito, la teoria dell’apprendimento sociale, formulata da Bandura e i suoi collaboratori negli anni ’60, ha dimostrato, attraverso esperimenti sociali mirati, come l’aggressività e i comportamenti violenti, al pari di altri comportamenti sociali, vengono acquisiti e mantenuti a determinate condizioni, che possono essere esperienze dirette, ma anche attraverso l’osservazione di qualcuno che attua un comportamento in una data situazione e delle conseguenze che ne ricava. Tutto questo dimostra come l’assistere a messaggi violenti, tramite programmi televisivi, l’accesso a internet o le modalità verbali e fisiche degli adulti, ha un apprendimento diretto che si riproporrà nella vita, in ogni rapporto relazionale in età adulta.

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Redazione

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