SERGIO VENTURI: ILLEGITTIMA LA RADIAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ illegittima la radiazione del  medico-assessore regionale dell’Emilia Romagna. Sergio Venturi, assessore regionale alla sanità, era stato radiato dall’ordine dei medici perché aveva  a contribuito ad elaborare prima e proposto poi alla Giunta Regionale la famosa delibera del 2016 su ciò che devono fare gli infermieri sulle ambulanze, il cui contenuto violerebbe il codice deontologico. La Corte costituzionale, ha dichiarato illegittima la radiazione,  dopo aver esaminato  il ricorso con cui la Regione Emilia Romagna aveva  sollevato un conflitto di attribuzione nei confronti dell’Ordine provinciale dei medici di Bologna che aveva radiato dall’albo professionale il medico-assessore “colpevole” di aver proposto e concorso ad approvare un atto politico-amministrativo regionale sgradito all’Ordine. L’Ordine dei medici aveva  invaso la competenza assegnata alla Regione dagli articoli 117, terzo comma, e 118 della Costituzione, in materia di organizzazione sanitaria. Infatti, la tutela della salute rientra nella competenza concorrente affidata alle Regioni, quindi possono legiferare in materia nel rispetto dei principi fondamentali posti dalla legislazione statale nonché dei livelli essenziali come individuati da quest’ultima. Le Regioni hanno la responsabilità diretta della realizzazione del governo e della spesa per il raggiungimento degli obiettivi di salute del Paese. Hanno la competenza esclusiva nella regolamentazione ed organizzazione di servizi e di attività destinate alla tutela della salute e dei criteri di finanziamento delle Aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere.

SECONDO LA CORTE COSTITUZIONALE, QUINDI,  E’ ILLEGITTIMA LA RADIAZIONE DI UN MEDICO-ASSESSORE REGIONALE DISPOSTA PER L’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI ASSESSORILI – ATTO POLITICO AMMINISTRATIVO REGIONALE – DALL’ORDINE PROFESSIONALE.  “La Corte costituzionale, riunita in camera di consiglio, ha esaminato il ricorso con cui la Regione Emilia Romagna ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna. La Regione ha impugnato la sanzione della radiazione dall’albo dei medici adottata dalla Commissione disciplinare dell’Ordine nei confronti di un medico assessore regionale alle politiche per la salute, perché aveva proposto e contribuito ad approvare una delibera della Giunta regionale sulla possibilità di impiegare infermieri nelle ambulanze anche in assenza dei medici. Delibera non gradita all’Ordine. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio Stampa della Corte costituzionale fa sapere che, a conclusione della discussione, il ricorso è stato accolto. La Corte ha deciso che non spettasse all’Ordine provinciale dei medici di Bologna adottare un provvedimento disciplinare nei confronti di un componente della Giunta regionale medico, per aver proposto e concorso ad approvare un atto politico amministrativo regionale sgradito all’Ordine professionale. Così facendo, l’Ordine dei medici ha invaso la competenza assegnata alla Regione dagli articoli 117, terzo comma, e 118 della Costituzione, in materia di organizzazione sanitaria. La Corte ha ritenuto che l’Ordine, nel sanzionare il medico/assessore, di fatto ha sindacato le scelte politico-amministrative della Giunta in materia di organizzazione dei servizi sanitari, su cui non ha alcuna competenza”. (Comunicato Stampa Consulta)

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