LE OFFESE SUI SOCIAL NETWORK NON SONO REATO

 

 

 

 

 

 

L’art 595 cp descrive il reato di diffamazione, ovvero lesione all’onore e alla reputazione di un soggetto effettuate mentre quest’ultimo non è presente. Può essere effettuato attraverso mezzi di comunicazione come la stampa, ma anche blog e social network.  Ma per la Procura della repubblica di Roma le offese sui social network non costituiscono reato: è quello che sostiene in una  richiesta di archiviazione di una querela depositata nei giorni scorsi al Giudice per le Indagini Preliminari. La vicenda del procedimento penale riguarda due personaggi dello spettacolo culminata con un tweet: “Io ve lo dico da anni che sono due idioti palloni gonfiati irrispettosi della vita delle persone e degli animali. Per far parlare di loro non sanno più cosa inventarsi. Fare una festa a casa era troppo normale, altrimenti chi glieli mette i like”. I destinatari della presunta offesa hanno  Immediatamente presentato querela evidenziando la lesività del tweet specie in considerazione dell’elevato numero di utenti presenti sul social network, nonché il superamento da parte dell’autore dei limiti del diritto di critica. Il P.M. procedente tuttavia ha deciso di chiedere l’archiviazione del caso, sostenendo che seppur i termini scurrili e denigratori utilizzati dal querelato possano in astratto integrare il reato di diffamazione, nel contesto in cui vengono utilizzati (i social network) devono considerarsi privi di offensività. L’accesso ai social network (facebook, Twitter, Istagram ecc)  da parte di un numero illimitato di utenti appartenenti a tutte le classi sociali e livelli culturali, consente – specie ai cd “leoni da tastiera” – la possibilità di sfogare la propria rabbia e frustrazione, scrivendo e condividendo fuori da ogni controllo qualunque cosa. Ma il contesto dei social, secondo il ragionamento del  P.M., “è privo dell’autorevolezza tipica delle testate giornalistiche o di altre fonti accreditate e, di conseguenza, non sarebbe idoneo a ledere la reputazione altrui in quanto frivolo e poco credibile”. Decisione che di certo non può passare inosservata  che potrebbe legittimare l’uso di un linguaggio maleducato e cafone sui social network. La decisione del Pubblico Ministero, tuttavia non è stata condivisa dai legali delle parti offese,  che hanno già presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. Adesso vedremo quale sarà il pronunciamento del GIP. La cassazione si è espressa più volte sulla materia. Con la sentenza n. 40083 del 03.05.2018 stabilendo che la pubblicazione di un commento, di una frase o altro mediante l’inserimento in una bacheca Facebook, è idonea a diffondere il messaggio a più persone (tutte quelle che accedono a quel profilo) e per tale ragione, se il contenuto della comunicazione è denigratorio ed offensivo, si configura il reato di diffamazione. Con la sentenza n. 50 del 02.01.2017 la cassazione, sempre in tema di offese sui social network, affermando che “la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “Facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595 terzo comma del codice penale, poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone; l’aggravante dell’uso di un mezzo di pubblicità, nel reato di diffamazione, trova, infatti, la sua ratio nell’idoneità del mezzo utilizzato a coinvolgere e raggiungere una vasta platea di soggetti, ampliando – e aggravando – in tal modo la capacità diffusiva del messaggio lesivo della reputazione della persona offesa, come si verifica ordinariamente attraverso le bacheche del social network, destinate per comune esperienza ad essere consultate da un numero potenzialmente indeterminato di persone, secondo la logica e la funzione propria dello strumento di comunicazione e condivisione telematica”.

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Redazione

BLOG curato da Angelo RUBERTO, Avvocato Penalista del Foro di Bologna, Presidente dell’Associazione “Rete Nazionale Forense” (www.retenazionaleforense.eu) ©2018-2024 Tutti i Diritti Riservati

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