IL SINDACO DE LA MADDALENA SUL CARGO INCAGLIATO DOMENICA SCORSA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel mentre sono in corso le operazioni di disincaglio della nave  coordinate dalle autorità francesi con l’assistenza del rimorchiatore antinquinamento italiano “Coral” inviato sul posto dalla Direzione Marittima  di Olbia, con un post su facebook, il sindaco de La Maddalena torna nuovamente sulla vicenda della nave arenatasi nelle Bocche di Bonifacio la notte di domenica. “Non si può più attendere. È giunta l’ora di intervenire una volta per tutte”  “Benchè allertata per oltre un’ora, non ha nemmeno cambiato rotta e velocità – insiste il primo cittadino – A poco servono la sorveglianza via radar se non ci si decide una volta per tutte a rendere obbligatorio anche il pilotaggio marittimo. Carrette del mare, cargo vari ed oltre 3.000 navi l’anno mettono a rischio il patrimonio della umanità rappresentato da questi arcipelaghi. Vorrei ricordare a chi di dovere che questi siti sono l’unica area riconosciuta a livello mondiale come PSSA del Mediterraneo. Cioè Area Marina Particolarmente Sensibile. Bastano le cisterne di una sola di queste navi per fare un danno Irreparabile!” Un appello raccolto anche dal sindaco di Bonifacio Jean-Charles Orsucci che non solo ha rilanciato il post di Montella, ma ha scritto: «Questo incidente deve contribuire a rafforzare ulteriormente la sicurezza nelle bocche di Bonifacio e nel canale di Corsica». Già in passato la stessa nave aveva avuto problemi analoghi nelle Bocche di Bonifacio. Sulla vicenda dura presa di posizione della federagenti  con il suo presidente Gian Enzo Duci: “Siamo contrari a misure radicali di totale interdizione della navigazione e quindi all’obbligo di circumnavigazione delle isole, quando esiste la possibilità di una navigazione sicura, sorvegliata e tutelata anche attraverso un intervento pubblico”. Per il presidente degli Agenti marittimi della Sardegna, Giancarlo Acciaro le soluzioni ci sono, cioè: “l’obbligo di pilotaggio” per tutte le navi che attraversino questo braccio di mare. Poi “un controllo preventivo e qualitativo su navi e carichi” e ancora “un sistema di pronto intervento h24 basato anche sulla disponibilità in zona di un rimorchiatore abilitato alle operazioni anti-inquinamento”.

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