25 OTTOBRE: I PENALISTI BOLOGNESI PROTESTANO CONTRO LA RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE

La prescrizione  in ambito penale   prevede l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un certo periodo di tempo predeterminato per legge. A partire da gennaio 2020, entrerà in vigore la legge che prevede la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado – che sia di condanna o di assoluzione -, con una riforma scellerata e il cui annuncio ha provocato reazioni forti da parte del mondo forense, come l’astensione dalle udienze penali per una settimana – dal 21 ottobre al 25 ottobre –  degli avvocati penalisti proclamato dall’UCPI e,  di un giorno di tutta l’avvocatura proclamato dall’OCF (Organismo Congressuale Forense) allargando l’astensione dalle udienze a tutti i settori dell’avvocatura. L’Associazione Nazionale Forense, condividendo l’astensione ha diffuso un comunicato stampa il 21 ottobre, dove è stato evidenziato che è “veramente incomprensibile l’atteggiamento della politica e del legislatore che, ignorando colpevolmente quanto emerge dai rapporti ministeriali sul processo penale, ovvero i dati che evidenziano che la prescrizione matura principalmente nella fase delle indagini preliminari, si apprestano a presentare un disegno di legge delega che tocca tutte le fasi del processo penale, tranne proprio quella della indagini preliminari”. I penalisti bolognesi hanno protestato, manifestando in toga , nella giornata di ieri, protesta che visto una buona partecipazione di avvocati penalisti e non. Come ha spiegato bene Roberto D’Errico – Presidente della Camera Penale “Franco Bricola” – di Bologna “Dal 1 gennaio 2020, in virtù del provvedimento di legge dell’anno passato, la prescrizione dal punto di vista concreto e matematico cessa di esistere  il che sta a significare che dopo la sentenza di primo grado sostanzialmente si ferma. E’ evidente che questo meccanismo porterà al blocco generale dei processi e la ragionevole durata durata verrà sostanzialmente eliminata con un colpo di mano”.  Nel corso dell’Assemblea tenutasi nell’Aula Primo Zecchi del Tribunale di Bologna, il Prof. Avv. Nicola Mazzacuva – Vicepresidente UCPI – nel suo intervento ha sottolineato come paradossalmente la prescrizione era disciplinata in maniera più garantista nel codice Rocco… Come dargli torto! La prescrizione nel nostro ordinamento è collocata nell’ambito del diritto penale sostanziale, con conseguente sottoposizione dello stessa al principio di legalità ex art. 25 comma 2 Cost.; di tassatività, di divieto di retroattività sfavorevole…poi ci sarebbero – anzi ci sono – l’art. 111 della costituzione: “La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. 2. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”…e, l’art. 6 della CEDU, Diritto a un equo processo: Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge…La legge di riforma della prescrizione viola palesemente tutti i principi prima indicati ma anche la Costituzione e la CEDU PS: Se entrerà in vigore la riforma, che fine farà articolo 111 della Costituzione che dice che il processo penale deve avere una durata ragionevole? 

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