REDDITO DI CITTADINANZA E “QUOTA 100” di Angelo RUBERTO

Nel Consiglio dei Ministri n. 38 del 17 gennaio 2019, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, è stato approvato il decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. REDDITO DI CITTADINANZA: concepito quale misura di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale, volta a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione. Il Reddito di cittadinanza  assume la denominazione di Pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita. Le misure relative al reddito di cittadinanza riguarderanno 1.700.000 famiglie compresi 250.000 nuclei con disabili. Tra i requisiti richiesti un reddito Isee Inferiore a €9.360 un valore del patrimonio immobiliare ,diverso dalla prima casa, non superiore a €30.000 e un conto corrente non superiore a €6.000. Tale soglia cresce in base al numero dei figli e alla presenza di disabili. Inoltre, bisogna essere residenti in Italia da almeno 10 anni. Il reddito di cittadinanza riguarderà un integrazione al reddito fino a un massimo di €780 mensili a persona durerà 18 mesi, rinnovabili dopo un mese di pausa. Tra gli obblighi previsti per ottenerlo, seguire corsi di formazione, accettare 1 di 3 offerte di lavoro proposte. Alle imprese che assumeranno i beneficiari del sussidio, andranno da un minimo di 5 fino a un massimo mo di 18 mensilità ed, in caso di frodi si rischia una condanna fino a 6 anni di reclusione. Quota 100, cioè pensione anticipata, senza alcuna penalizzazione, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni, la cosiddetta “pensione quota 100”.  La  misura partirà in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Per lasciare anticipatamente il lavoro i requisiti minimi richiesti, al 31 dicembre 2018, sono 62 anni di età e 38 di contributi .

 

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