CARTA D’IDENTITA’ PER ISCRIVERSI AI SOCIAL di Angelo RUBERTO

Iscriversi a un sito per ricevere informazioni e promozioni sui servizi offerti, iscriversi a un social network (Facebook, Twitter, Linkedin, Istagram),oggi è semplice e non comporta particolari controlli. Basta inserire un nickname, scegliere una password – il più possibile sicura – e inserire i dati personali richiesti. Insomma, nel giro di qualche minuto la registrazione è effettuata. Secondo un disegno di legge presentato al senato, le cose dovrebbero cambiare, cioè se approvata la legge, sarà necessaria la carta d’identità per iscriversi ai social network ed ai servizi online. Il disegno di legge è stato presentato al Senato ad ottobre, a firma  dei senatori Malan, Damina, Vitali, Aimi, Floris, Pagano, Cangini, Giammanco,  ed è ora all’esame della commissione giustizia. La proposta modifica il decreto legislativo n. 70 del 9 aprile 2003 dal titolo “Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico“. Il disegno di legge introduce  l’articolo 16-bis, che stabilisce che “i fornitori di servizi di memorizzazione permanente hanno l’obbligo di richiedere, all’atto di iscrizione del destinatario del servizio, un documento in corso di validità“. Tali disposizioni sarebbero applicate dal 1° gennaio 2020. Secondo i firmatari “identificare con le proprie generalità gli utenti, come previsto dal presente disegno di legge, consente di renderli responsabili in caso di violazioni commesse per il mezzo dei rispettivi account, che potrebbero corrispondere a nickname o pseudonimi e quindi essere difficilmente rintracciabili.” Si tratta di una norma, insomma, pensata affinché gli “hosting provider potranno più agevolmente fornire alle Forze dell’ordine i dati anagrafici collegati al profilo per cui si ipotizza il reato“. Secondo il senatore Pagano, uno dei firmatari del disegno di legge “l’anonimato, pur non essendo un diritto costituzionalmente tutelato, in quanto l’art 21 della Costituzione sancisce il diritto alla semplice libertà di espressione, viene comunque garantito dalla mia proposta.

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Redazione

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